di GABRIELE TOSSIO
Per decifrare la stagione di Civitavecchia, Ladispoli e Compagnia Portuale possono essere d’aiuto i numeri. Scorporando la classifica in tre pezzi, dalla prima alla quarta, dalla quinta alla 12esima e dalla 13esima alla 18esima posizione, emergono dati affascinanti e di facilissima interpretazione.
Il Civitavecchia, che ha collezionato 67 punti di cui 39 al Fattori, dove ha perso una sola volta in 16 occasioni (unica circostanza in cui non ha segnato), ha purtroppo ottenuto solo 4 punti negli scontri diretti con Sff Atletico, Valle del Tevere e Ladispoli: una miseria, considerando che la media punti è di 0.66 in questo importantissimo segmento considerato per i nerazzurri. Nelle sei partite incriminate, il Civitavecchia ha segnato 9 reti, ma ne ha subìte addirittura 16; con Ladispoli e Valle del Tevere ha preso addirittura 8 gol in due match, a Fregene, contro Scudieri e soprattutto il trio Tornatore-Matteo-Nanni, i tirrenici hanno subìto 5 gol in un solo colpo. Al cospetto di team di media fascia i ragazzi cari ad Arduini se la sono cavata egregiamente totalizzando 2.25 punti di media a partita, peggio è andata con le contendenti di terza fascia, dove i punti racimolati sono risultati 2.07 a gara. Con Tolfa e Cpc il Civitavecchia, pur dotato di calciatori di indubbia caratura tecnica, non ha ottenuto il massimo: 8 punti su 12. La cosiddetta corrazzata nerazzurra non c’è stata, mai. Il Civitavecchia ha mostrato qualità e spessore un po’ in tutti i reparti, la media punti è buona sia per Staffa che per Carmelino, Caputo, solo 180 minuti di test ufficiali, non può essere giudicato, Camillo ha fatto benissimo, ma anche i sassi sapevano che doveva fare almeno 69 punti e non 67 per centrare clamorosamente il playoff: fatale, in tal senso, la contesa del Torlonia. Al Civitavecchia è mancata la personalità, la spocchia, l’orgoglio che fa di un gruppo di qualità un gruppo d’acciaio nell’affrontare le situazioni anche paradossali che il calcio dilettantistico propone.
Con 63 punti la stagione del Ladispoli può dirsi positiva, ma anche i rossoblu con un solo punto di media hanno toppato gli scontri diretti, salendo di rendimento col calare dello spessore dei dirimpettai di turno. Pietro Bosco però ha valorizzato i giovani, giocando un calcio più iberico che italiano, esaltando le doti balistiche e atletiche di Niccolò Rocchi (22 centri per lui), sino a piazzare fisso sull’esterno basso a sinistra il classe 1999 Mastrodonato. Sia al Marescotti che fuori, il Ladispoli ha raccolto in egual misura, mostrando così la propria filosofia: giocarsela sempre, con rispetto, ma senza timori reverenziali. Certo è che per l’approdo in D serviva ben altro, per la salvezza comoda (obiettivo sbandierato dalla proprietà), c’è stato probabilmente un eccesso risorse concentrate in una rosa nata giovane, ma già destinata a proporre una certificata qualità, sin dalla sua composizione estiva.
La Compagnia Portuale ha perso 19 partite su 34 incassando 63 reti, non riuscendo ad ottenere mai almeno 1.5 di media punti a match, prendendo in esame le squadre di tutte e tre le 3 fasce. Con le cosiddette grandi la Cpc ha ottenuto 4 punti, di cui 3 contro l’Sff Atletico: quel giorno fu probabilmente l’inizio della rovina per una squadra forse troppo sicura di sè, ma poi in realtà mai all’altezza della situazione. In casa la roja, ha battuto solo Boreale e Vigor Acquapendente, con l’Almas solo due pareggi, nei derby solo un punto su sei incontri, drammatiche le sconfitte recenti con Vescovio, Montecelio e Tolfa: un trittico di gare che ha segnato la fine. Il miglior marcatore si è rilevato, manco a dirlo, Gigi Ruggiero (8 reti), Ponzio e Loiseaux sono stati praticamente ai box, Elisei ha fatto quello che ha potuto, cambiando ruolo al ritmo di una trottola. La Cpc ha comunque chiuso terzultima, sfruttando crisi societarie gravissime di La Sabina e Vigor Acquapendente. Nonostante ciò, la formazione cara a patron Presutti non è riuscita comunque a giocarsi il playout in posizione di svantaggio, insomma la prima retrocessione della storia per un club giovanissimo è ampiamente meritata, anche se logicamente brucia, a marzo era già abbastanza delineata.

