di GABRIELE TOSSIO
Su Pasquale Camillo si è detto tutto: il suo Civitavecchia, pragmatico e mai frivolo, ha convinto pienamente Arduini oltre che la tifoseria, ma Camillo non è stato l’unico tecnico a raccogliere applausi nel nostro comprensorio.
Bene ha fatto anche Pietro Bosco a Ladispoli: Futbòl simil spagnolo e valorizzazione dei giovani hanno allietato i fan rossoblu. Non può essere culturalmente veritiero, il rammarico per un secondo posto accarezzato. Il Ladispoli è andato oltre le aspettative, non le più rosee certo, ma ci è andato. E poi, i ragazzi dell’ex centrocampista ed ex tecnico degli Allievi rossoblu, si sono resi protagonisti di un calcio divertente, spesso acuminato e irriverente.
Con dieci partite sul groppone Legittimo ha conquistato Tolfa, raccogliendo a pieni voti la pesante eredità lasciata vacante, per nove mesi, da Mario Bentivoglio: l’uomo, insieme al figlio, dello storico quinto posto nel massimo campionato regionale.
Legittimo, ex trequartista dai piedi sopraffini e dall’estro sconfinato, ha restituito ai collinari la verve agonistica smarrita.
A ciò, il buon Cristian, ha aggiunto una robusta parvenza di rigore tattico istantanea che, soprattutto nelle gare esterne, ha fatto letteralmente la differenza. Il suo braccio armato è stato Vittorini, a cui è stata data facoltà, manco a dirlo, di spaziare, osare e soprattutto creare.
Detto di due solidi/esteti del nostro amato calcio, chiudiamo citando due ex difensori, Michele Zeoli e Nicola Salipante, magistrali nell’infondere carattere nei team da loro diretti: Santa Severa e Santa Marinella.
Una salvezza beata, voluta e un campionato stravinto sono biglietti da visita presentati in maniera sfacciata dai due giovanissimi tecnici.
Forse il nostro comprensorio non ha calcisticamente brillato nel complesso coi suoi team, ma indubbiamente ha creato e messo in pratica idee, frutto di nuove e non sconosciute menti.

