Hcs, passa la linea Ugl. Il 26 voteranno i lavoratori
Economia e Lavoro
22 Maggio 2017
Hcs, passa la linea Ugl. Il 26 voteranno i lavoratori

CIVITAVECCHIA – E’ stata siglata ieri sera da tutti i sindacati, dopo una maratona durata tutta la giornata, l’ipotesi di accordo per i lavoratori delle municipalizzate del Comune. Una ipotesi che nella sostanza stravolge la proposta di partenza dell’amministrazione, con l’assessore Savignani che ha dovuto incassare in silenzio il via libera dei sindacati ad una bozza che ricalca sotto ogni punto quanto fin dall’inizio aveva chiesto e sostenuto in particolare la segretaria confederale dell’Ugl Fabiana Attig, sulla cui linea si erano poi ritrovate anche altre sigle sindacali.
«L’Ugl – commenta la stessa Attig – alla fine di una lunga ed estenuante trattativa fiume, unitamente agli altri sindacati, ha apposto la propria sigla su quella che riteniamo l’ipotesi di accordo più conveniente per i lavoratori tutti. Un’ipotesi questa che stralcia e modifica completamente quella che era stata sottoposta nelle settimane scorse dai consulenti di Hcs e dall’assessore Marco Savignani».
«Definitivamente cassata l’applicazione dell’art. 47, comma 4 bis legge 428/1990, in deroga all’articolo 2112 del codice civile. Altro elemento di novità sta nel fatto che l’ipotesi siglata è tra il Comune di Civitavecchia, socio Unico e, la Civitavecchia Servizi Pubblici Srl, relegando la Hcs a semplice spettatrice. Aspetto questo che trae la sua ragione dai recenti esiti delle procedure concorsuali presso il Tribunale di Civitavecchia, inerenti la cessione dei rami di azienda e dei contratti in essere, a favore della Csp unica partecipante, notizie rese dalla stampa (Provincia e Civonline, ndr) e mai smentite da nessuno. Da qui il presupposto per l’Ugl di proseguire la trattativa con alcuni punti fondamentali a tutela di tutti i dipendenti – aggiunge Attig – quindi il passaggio del personale in Csp attraverso la totale applicazione dei Ccnl di riferimento con annessi accordi integrativi collettivi, in base alle mansioni effettivamente svolte e, soprattutto alle mansioni che saranno svolte nella nuova struttura, attraverso una ricognizione del nuovo organigramma che dovrà contemplare una adeguata mappatura delle competenze (ruoli funzioni e compiti)». 
Gli obiettivi dell’Ugl, in sintesi, sono quelli di consentire che a ciascun lavoratore venga  attribuito un corretto inquadramento anche attraverso specifici corsi di formazione, di costituire una commissione paritetica atta a vigilare sul corretto andamento organizzativo economico della nuova società e di sorvegliare affinché vengano eliminati, solo attraverso  una trattativa individuale con il lavoratore al momento del passaggio, tutti i trattamenti ad personam, benefit individuali, superminimi e altre voci comunque definite ad esclusione di quelle previste da accordi integrativi collettivi. 
«Di contro – spiega l’Ugl – i sindacati si sono impegnati, previa approvazione di tutti i lavoratori attraverso un referendum, di attivare per un periodo di 3 anni, rivedibile ogni anno, la riduzione obbligatoria di una giornata lavorativa mensile, da riparametrare per i part time, da considerarsi quale permesso non retribuito. Resteranno esclusi da questo provvedimento tutti i dipendenti con un livello retributivo uguale o inferiore ai 15.000 euro lordi annui». 
La palla passa alle assemblee dei lavoratori, chiamati a valutare l’ipotesi di accordo che dovrà ottenere l’approvazione il 26 maggio con il referendum.

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