CIVITAVECCHIA – “Per decongestionare le possibili attese è stato attivato anche per i prelievi il sistema di prenotazione “Tupassi” che a regime consentirà agli utenti di prenotare da casa l’orario di accesso al Cup per il pagamento delle prestazioni evitando cosi attese per il pagamento allo sportello”.
Questa la giustificazione della Asl al disservizio prodotto da circa quindici giorni, quando, per dare un senso al nuovo centro prelievi dell’ospedale San Paolo, gli sportelli del Cup sono stati caricati anche del servizio di prenotazione delle analisi che un tempo venivano accordati sul posto senza preventive prenotazioni. Secondo la Asl Roma4 “il trasferimento del centro prelievi a piano terra ha consentito di avere una struttura più confortevole e operativa”.
Eppure le persone anziane, le donne incinte e le categorie più deboli sono ora costrette a fare la fila agli uffici del Cup, intasando ancora di più gli operatori che hanno già il loro bel da fare tra accettazioni, pagamenti e visite da prenotare. L’Azienda sanitaria lo ammette candidamente: “Gli sportelli del Cup centrale attualmente gestiscono quindi, oltre gli utenti per le altre prenotazioni, anche le 100 persone che in media effettuano prelievi giornalmente presso il nosocomio di Civitavecchia dalle ore 7,30 alle ore 9,30”.
Un numero relativo quello dei cento prelievi medi giornalieri, mentre di certo c’è un disservizio palese. Tanto che la Asl è corsa ai ripari, stabilendo che dalla prossima settimana la sede del Cup verrà aperta al pubblico dalle 7 (mezz’ora prima) al fine di consentire agli utenti di potersi accomodare all’interno della struttura evitando di attendere all’aperto in attesa che vengano aperti gli sportelli alle 7,30. Cosa cambia in sostanza? Assolutamente nulla. Dal nuovo centro prelievi è nato un disagio per gli utenti e a conti fatti anche per gli operatori. La domanda è sempre la stessa: siamo sicuri che tanto progresso stia andando proprio nella direzione del miglioramento dei servizi offerti agli utenti?

