Il materiale differenziato dai cittadini recuperato sale al 94,6%; una filiera del riciclo che genera ricchezza per 9 miliardi di euro; un impegno sul fronte dell’efficientamento dei processi che consentirà di superare un risparmio energetico del 3% nel 2017, con l’obiettivo di portare tale riduzione al 5% entro il 2020. Sono alcuni dei risultati raggiunti dal Gruppo Hera raccontati nel report «Sulle tracce dei rifiuti».
Fari puntati, per cominciare, sulla raccolta differenziata che ha raggiunto una media del 56,6%, pari a 271,6 kg di rifiuti raccolti per abitante con l’ulteriore aumento della raccolta di materia portata a recupero salita al 94,6%. Tra gli impianti di recupero dei vari materiali, ci sono 52 aziende che producono plastica riciclata, 22 cartiere, 10 acciaierie, 7 pannellifici, 6 vetrerie. Per fare qualche esempio, si recupera il 95,6% della carta raccolta in maniera differenziata, il 98,5% del legno, il 95,8% del vetro, il 98,2% del verde. Il valore medio della raccolta differenziata in Hera trova punte di eccellenze in comuni come Budrio e Castelfranco Emilia che hanno superato l’80%.
Vicino al target Ue 2020 sul tasso di riciclo complessivo, il Gruppo Hera ha anticipato quello al 2025 sul riciclo degli imballaggi e quello al 2030 sulla riduzione del ricorso alla discarica. Con 80 impianti di prima destinazione e 174 di recupero finale, Hera dà lavoro a 19mila persone e genera ricchezza per 9 miliardi di euro. Le aziende della green economy che si trovano sul territorio servito da Hera hanno 8mila dipendenti e 4 miliardi di fatturato. Economia circolare per il Gruppo Hera vuol dire anche investimenti, infrastrutture e impianti. I tre biodigestori di Rimini, Lugo e Cesena nel solo 2016 hanno consentito di recuperare fertilizzante per l’agricoltutura biologica e hanno coperto i consumi elettrici di 8mila famiglie producendo energia dai rifiuti organici. Sempre dai rifiuti organici si alimenterà l’impianto a Sant’Agata Bolognese per la produzione di biometano, la cui realizzazione – prevista entro il 2018 – consentirà di far fronte ai consumi di ulteriori 6mila famiglie e di ottenere biometano per i veicoli a metano. Un altro contributo alle performance ‘circolari’ viene dalla recente acquisizione della trevigiana Aliplast che nel 2016 ha trattato circa 85mila tonnellate di rifiuti plastici producendo 80mila tonnellate di plastica riciclata utilizzata da produttori di mobili, componenti di arredo e materiali in plastica e in edilizia. Forte di queste esperienze, Hera è la prima realtà industriale italiana ad aver completato l’iter per per l’ingresso nel Ce100, il programma della fondazione Ellen MacArthur che riunisce i 100 soggetti più attivi su scala mondiale nella transizione verso il modello dell’economia circolare.

