LADISPOLI – Non solo spiagge sparite e stabilimenti balneari colpiti dalla mareggiata. Il maltempo dei giorni scorsi ha causato notevoli danni alla Palude di Torre Flavia. Spazzata via gran parte della spiaggia con l’acqua del mare che ora ”tocca” la duna (si parla di circa 3 massimo 5 metri di spessore): l’ultimo ”ostacolo” per il mare prima di invadere la palude. Una corsa contro il tempo per i volontari che in queste ore stanno lavorando per cercare di ripristinare quanto possibile la situazione all’interno della Riserva Naturale del litorale. (agg. 01/11 ore 8.08) segue
GLI INTERVENTI. Primo passo sarà quello di rimuovere la montagna di plastica che la mareggiata ha depositato sulla spiaggia. Passo successivo «ristabilire tutte le strutture, i pali, i cartelli che delimitavano la duna», ha spiegato il responsabile della Palude di Torre Flavia, Corrado Battisti. Non un lavoro semplice per i volontari, con il mare lì a pochi metri dalla palude che rischia di compromettere seriamente il delicato ecosistema che negli anni si è formato attorno e dentro l’oasi naturale. . Pronto a rimboccarsi le maniche e a non darla vinta alla furia della natura è anche il consigliere delegato Filippo Moretti: «Reagiremo. Non staremo fermi. Ci rimetteremo subito in moto per far sì che peri prossimi mesi sia già pronto un programma di attività per ripristinare quello che c’era prima. Tanta gente ha lavorato e lavora per la Palude di Torre Flavia: dalle scuole elementari e medie, passando per gli studenti della Tuscia fino ad arrivare ai numerosi volontari che ogni giorno dedicano il loro tempo per la salvaguardia di questa zona protetta».
Intanto, i volontari cercheranno con i mezzi a loro disposizione di affrontare l’emergenza, andando a realizzare, delle “toppe” dove la duna sta cedendo. Un lavoro certosino ma che resterà comunque in balìa del mare e delle mareggiate. Lo scorso anno, infatti, come spiegato da Battisti, ha portato via parte della barriera realizzata a protezione.(agg. 01/11 ore 8.30)
VOLONTARI A LAVORO. La speranza ovviamente è che il mare non faccia altri danni, dando così la possibilità ai volontari di ripristinare il più possibile la situazione. Con la mareggiata che ha letteralmente spazzato via gran parte della spiaggia e allagato il sentiero utilizzato dai bagnanti per raggiungerla, il pericolo è che ora, per arrivare al mare si passi sopra le aree dove solitamente nidifica il fratino. Se ciò dovesse accadere non si esclude la possibilità che questa specie protetta, consideri l’area non più idonea per la nidificazione abbandonando la zona. Ma per risolvere la situazione c’è tempo fino a marzo. E i volontari sono determinati a proteggere con le unghie e con i denti la meravigliosa oasi naturale di Torre Flavia. Per il futuro è nei progetti dell’amministrazione la realizzazione di barriere soffolte anti erosione che andrebbero a proteggere la spiaggia dando così la possibilità alla dune di riformarsi. Ma l’opera costa ed è necessario un accurato studio di fattibilità perché ne sia garantita l’efficacia.(agg. 01/11 ore 9)

