Incontro con i neurochirurghi di Roma e del Lazio
Speciale medicina
9 Novembre 2018
Incontro con i neurochirurghi di Roma e del Lazio

di TONI MORETTI

CERVETERI – Anche quest’anno, come è ormai consuetudine, il Professor Massimiliano Visocchi, illustre concittadino, neurochirurgo, presidente della Società Mondiale di Neurochirurgia Ricostruttiva nonché consigliere della Società Italiana di Neurochirurgia,  con il Professor Alberto Delitalia, presidente della Società Neurochirurgica Mediterranea MANS”, organizzerà l’incontro  dei Neurochirurghi di Roma e del Lazio, sabato a partire dalle ore 9 presso la prestigiosa aula consiliare del palazzo del Granarone. Saranno un centinaio di neurochirurghi accreditati di Roma e del Lazio che come negli anni passati avranno il piacere di condividere fra di loro e con noi le loro esperienze su casi di interventi di confine come appunto sono tutte le sfide chirurgiche. (agg. 08/11 ore 9.30) segue

I PARTECIPANTI. Oltre agli organizzatori, Visocchi e Delitala, modereranno l’incontro il professor Franco Tomasello, presidente onorario della Società mondiale di neurochirurgia e il professor Paolo Cappabianca, segretario della Società italiana di neurochirurgia. L’iniziativa è annunciata, sentendosi onorato di ospitarla, dal sindaco Pascucci. Il Professor Visocchi, è da tempo che nel quadro di una valorizzazione e di riqualificazione del territorio e della città di Cerveteri, propone la nascita di un centro di neuroscienze sul territorio per il quale sviluppò un progetto fornendo dettagliate indicazioni sulla base delle sue grandi competenze acquisite nel settore.  (agg. 08/11 ore 10)

IL PROGETTO DEL PROFESSOR VISOCCHI. Il tutto fu anche frutto di una delibera di intenti  approvata dall’allora sindaco Antonio Brazzini, che Pascucci dovrebbe ricordare, delibera che rimaneva aperta all’impegno di eventuali investitori che si facessero carico dell’iniziativa, ma tutto si fermò probabilmente perché i capitali si dovevano reperire a livello internazionale visto che il centro avrebbe assunto tale rilevanza, e bisognava meglio sfruttare la risonanza mondiale che Cerveteri ha assunto con l’Unesco, diventando patrimonio dell’umanità. Ma ci sarebbe voluto anche probabilmente un più concreto impegno del comune che dimostrasse più in concreto la sua volontà di realizzare nella sua città, quello che in concreto sarebbe diventato un centro di studio e di cura aperto a tutte le università del mondo? Ci si chiede se le managerialità, le competenze e le conoscenze acquisite nell’ultimo periodo in alcuni settori direttamente partecipati dal comune, non siano in grado di produrre gestioni illuminate tali da proporre e lanciare una ricerca di partecipazione a vario titolo a livello internazionale intorno a questo progetto che ha tale respiro. Basta con la custodia dei gioielli di famiglia se non sono stimolo per correre anche dei rischi per la realizzazione di cose importanti. Dategli delle idee a Pascucci che a lui piacciono. (Agg. 08/11 ore 10.30)