Le zone bianche affondano nella burocrazia
Energia e ambiente
11 Gennaio 2019
Le zone bianche affondano nella burocrazia

di TONI MORETTI

CERVETERI – E’ da qualche giorno che intorno alle mappe indicanti le aree bianche , quelle aree cioè che Città Metropolitana avrebbe indicato al Governatore Zingaretti siti idonei eventualmente utilizzabili per l’implementazione di impianti per la gestione ed eventualmente lo smaltimento di rifiuti con lo scopo non negato di affrontare l’emergenza che scaturisce dai rifiuti della capitale dopo la chiusura di Malagrotta e sulle quali il governatore Zingaretti dovrebbe predisporre il suo “piano” dei rifiuti regionale, che si apre il teatrino delle responsabilità politiche da addossare a qualcuno. Alla sindaca Raggi viene da più parti data la qualifica di incompetente.  Si affaticano a fare prima a dirlo quei sindaci i cui territori sono indicati nelle fatidiche mappe. Indistintamente dal fatto che siano di vocazione ecologista o meno ma appare chiaro che sentimento comune è quello di non volere in casa propria “la monnezza de Roma”.  
Altri, come il sindaco Pascucci di Cerveteri, scarica tale incompetenza sul fatto che la Raggi ha trasmesso le sue mappe omettendo tutti i rilievi e i vincoli esistenti sui territori, come per esempio quelli che riguardano Cerveteri sui quali esistono vincoli archeologici insormontabili che il comune ha avuto cura di trasmettergli. 
A tal proposito abbiamo avuto premura di sentire Saverio Garbarino, capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5Stelle, lo stesso partito della Raggi, per avere una sua opinione in proposito ed egli, nel tentativo di fare chiarezza spiega: «Lo ha detto anche l’assessore all’ambiente dell’Area Metropolitana Matteo Manunta, nel convegno che abbiamo tenuto a Cerveteri qualche mese fa e lo ha ripetuto in questi giorni. I vincoli e le osservazioni dei comuni interessati, non sono stati trasmessi alla Regione semplicemente perché i tecnici dell’Area Metropolitana sono stati impossibilitati a farlo per la il fatto che nella richiesta obsoleta della Regione che non si aggiorna dal 2012 non si poteva “graficizzarli». Comunque le stesse cose, i comuni le hanno trasmesse anche alla Regione e Zingaretti ne verrà comunque a conoscenza e quindi la responsabilità della scelta definitiva sarà sua».  
Posizione e spiegazione ineccepibile. 
Ma a questo punto chiunque è abituato suo malgrado ad essere sospettoso si chiede: “Ma la lobby dei rifiuti di Roma, identificabile senza fatica, quanto può avere influito e con quali mezzi per attrezzare un tavolo con pietanze tanto appetitose sia per i falsi “neofiti “ di 5Stelle, che ormai hanno imparato ad esserlo quando conviene e allo stesso tempo per il più navigato ed esperto Zingaretti, che il gioco a nascondino lo conosce? Non succederà per caso che mentre l’uno dice all’altro: “E’ colpa tua”, l’impianto o gli impianti prendono forma dopo aver  “intortato” ben bene le popolazioni?