di CAROLA MILANA
CIVITAVECCHIA – Traiano gremito di studenti delle scuole medie e dei primi anni degli istituti superiori per la ‘‘Giornata della Legalità’’, dedicata al delicato tema del bullismo e del cyberbullismo. All’incontro “Educare alla Legalità online: fai la cosa giusta?”, era presente anche il sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi. «Grazie alla legge che abbiamo approvato nella scorsa legislatura sul cyberbullismo, nel nostro Paese non è più possibile ridurre i comportamenti illeciti di odio sul web a semplici ragazzate – ha dichiarato Ferraresi – ma gli strumenti di denuncia che lo Stato fornisce devono essere supportati da una profonda azione di consapevolezza e responsabilità da parte della comunità che deve trovare il coraggio di esporsi, di denunciare, di stigmatizzare da una parte, e di difendere dall’altra».
La giornata ha visto gli interventi oltre che del sindaco Cozzolino e del segretario generale Caterina Cordella, promotori dell’iniziativa, anche dell’ingegner Aldo Lupi che si occupa della protezione dei dati ricordando come ogni cosa che viene messa in rete resta indelebile per anni. “Il Web non dimentica” ha dichiarato, spiegando come quello che appare il più semplice dei social network, in verità non fa altro che registrare ogni like, commento e condivisione, alla base della psicometria “arrivando a conoscere gli utenti più della loro stessa madre”; tra lo stupore degli studenti ha spiegato come sia facilissimo e anche incosciente costruire un’identità digitale, basta accettare le famose privacy policy, che soprattutto i ragazzi non perdono tempo a leggere, nelle quali si dà il consenso a trattare i propri dati per fini commerciali e politici. Intervento anche del professor Gaetano D’Angelo, insegnante di diritto ed economia al Liceo Guglielmotti, che ha raccontato le diverse attività all’insegna della legalità alle quali partecipa l’istituto, credendo nello stretto legame tra informazione e legalità. Dopo la visione di un video per mostrare la facilità con cui i ragazzi possono cadere nelle “sex extortion” è intervenuto il dottor Marco Valerio Cervellini, Commissario della Polizia di Stato, il quale ha introdotto il discorso del cyberbullismo e dei rischi che incorrono sul web, raccomandandosi con i ragazzi di comunicare ai genitori, agli amici o agli stessi professori qualunque problema abbiano a riguardo, indicando la app IUPOL per segnalare anonimamente fenomeni di bullismo, cyber bullismo e spaccio nella propria scuola. L’avvocato Cordella ha infine indicato alcune regole che dovrebbero essere rispettate da chiunque si affacci al mondo dei social, come il rispetto verso gli altri utenti e anche del corretto uso linguistico, la tolleranza, ovvero aprirsi al confronto con gli altri senza insulti gratuiti, la riservatezza per quanto riguarda i dati personali e la correttezza.

