di TONI MORETTI
CERVETERI – Giornata laboriosa e densa di impegni quella di mercoledì per il sindaco Alessio Pascucci che, dopo le proteste della mattinata, alle 15, le istanze di Sindaci e amministratori dei territori contro la discarica di Roma in provincia, sono arrivate in Parlamento attraverso un’interrogazione al ministro Costa, proposta da tre deputati tra cui Rossella Muroni che risulta anche tra i firmatari della lettera-appello.
In mattinata infatti Pascucci, con una delegazione di sindaci della città metropolitana di Roma, si è recato in aula Giulio Cesare per consegnare la ormai famosa lettera appello alla sindaca Raggi con la quale si chiedeva di non far pesare i gravi problemi dei rifiuti di Roma sui territori della Provincia.
«Per tutta risposta – dice Pascucci- ci siamo ritrovati gli insulti della Sindaca che ha definito una strumentalizzazione la nostra iniziativa. Dopo aver atteso oltre cinque ore per consegnare la lettera firmata da Sindaci ed amministratori di tutti gli schieramenti politici. Questo l’atteggiamento arrogante che ha tenuto la Raggi fornendo risposte insufficienti e ricostruzioni piene di inesattezze nonostante la lettera #NoDiscaricaInProvincia fosse corredata da oltre cento firme raccolte tra gli amministratori pubblici».
«La Raggi- continua Pascucci – ha rotto un rapporto istituzionale denigrando il ruolo che noi, come garanti dei nostri territori, siamo chiamati a fare. Siamo venuti in Campidoglio nostro malgrado, perchè la correttezza vorrebbe che questi temi venissero discussi in Città Metropolitana dove la Raggi è presidente e dove vergognosamente in due anni e mezzo non si è mai degnata di ascoltarci».
Ma il bilancio è stato positivo. Almeno con questa protesta si è strappato alla Raggi l’impegno che nessuna discarica o inceneritore verranno costruiti in provincia, sperando che queste non siano le solite promesse disattese.
La questione più grave resta però che la Sindaca continua a negare l’evidenza sostenendo di avere recepito le nostre indicazioni sui vincoli ma ha trasmesso alla Regione una mappa in cui non sono presenti i vincoli archeologici indicati sulle aree bianche, compresa quella di Pizzo del Prete.

