Garantita l’alimentazione artificiale nella Palude di Torre Flavia
Energia e ambiente
9 Marzo 2019
Garantita l’alimentazione artificiale nella Palude di Torre Flavia

CERVETERI – Nell’ambito del processo di valorizzazione e recupero del Monumento Naturale della Palude di Torre Flavia è emersa la necessità di garantire l’alimentazione artificiale anche nell’area che ricade all’interno del Comune di Cerveteri.
L’amministrazione comunale di concerto con l’architetto Angelo Mari e con il dottor Corrado Battisti del Servizio Aree Protette Parchi Regionali della Città Metropolitana di Roma Capitale hanno chiesto al Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano di effettuare l’allaccio meccanico tra l’impianto di adduzione idrica realizzato dal Consorzio e la tubazione post contatore all’interno dell’Area Protetta della Palude di Torre Flavia. Il Consorzio di Bonifica Tevere e Agro Romano, seppur l’attività non rientrasse tra le proprie competenze, in considerazione dell’alto valore ambientale dell’area ha accolto positivamente la richiesta e venerdì mattina ha effettuato questo intervento strategico per la sopravvivenza della Palude.
«Obiettivo dell’intervento – spiega il vicesindaco Giuseppe Zito – è quello di garantire l’approvvigionamento idrico alla zona della Palude, con l’intento di favorire l’incremento e la stabilizzazione della fauna presente all’interno del Monumento Naturale della Palude di Torre Flavia». «Un ringraziamento, a nome della cittadinanza di Cerveteri tutta – conclude Zito – è doveroso all’avvocato. Antonio Marrazzo, commissario straordinario del Consorzio, al dottor Andrea Renna, direttore generale e agli ingegneri Tolli e Riccardi, per la disponibilità e la prontezza con le quali hanno dato seguito alle richieste avanzate dall’Amministrazione comunale di Cerveteri e per aver permesso di aggiungere un importante tassello all’opera di valorizzazione e tutela di un patrimonio naturalistico di grande importanza quale la Palude di Torre Flavia».
Già nelle settimane scorse, a tutela dell’area, Arsial e Città Metropolitana hanno provveduto a recintare l’ingresso della Palude, un’operazione tesa a tutelare quest’area per troppi anni