Asl Roma 4, uno sportello psicologico rivolto al personale della polizia penitenziaria
Sanità
10 Dicembre 2019
Asl Roma 4, uno sportello psicologico rivolto al personale della polizia penitenziaria

CIVITAVECCHIA – La Asl Roma 4, in completo e consueto accordo con la direzione Penitenziaria, ha ideato un progetto d’intervento che, attraverso l’attivazione di uno sportello di counseling psicologico, è rivolto agli agenti di polizia penitenziaria degli Istituti Penitenziari di Civitavecchia. Lo sportello avrà sede nella Casa circondariale nuovo complesso di Civitavecchia.

Il progetto nasce a seguito di alcune considerazioni sulla realtà carceraria; si tratta infatti di una realtà molto complessa in quanto convivono all’interno di essa diverse aree operative (area penitenziaria, trattamentale, sanitaria) e sussistono dinamiche particolari sul piano lavorativo-organizzativo, relazionale e personale talvolta di difficile gestione. Nell’ambito di tale generale complessità, per  la categoria degli agenti di polizia penitenziaria gli  stressors (contestuali, psicologici, affettivi) raggiungono un livello  molto elevato per quantità ed intensità, un livello tale  da poter compromettere il  benessere psicofisico degli operatori  configurandosi uno specifico profilo di rischio professionale anche di tipo psico-sociale,  quale  la sindrome da burnout.

Le possibili improvvise esplosioni di tensione e aggressività  tra detenuti nelle  varie sezioni , gli eventi critici relativi a detenuti particolarmente problematici, le aspettative ambivalenti degli stessi detenuti, le richieste “forti” delle altre aree operative o dello stesso  sistema penitenziario , vissute spesso come delega o scarico di  responsabilità, creano tensione, reazioni conflittuali , rifugio nell’evitamento delle situazioni di confronto  e, alla fine, isolamento , con possibile comparsa di sentimenti di rancore, inadeguatezza, impotenza. Fino all’ansia strutturata, alla depressione, ad un sentimento di scacco esistenziale.

In virtù di queste considerazioni, tutelare una categoria così centrale nell’organizzazione penitenziaria deve rappresentare un obiettivo costante.