''Non ne sapevo niente'': Berretti sale in cattedra al Guglielmotti e al Galilei
Scuola e Università
15 Gennaio 2020
''Non ne sapevo niente'': Berretti sale in cattedra al Guglielmotti e al Galilei

CIVITAVECCHIA – Dopo gli incontri in Accademia di Romania e con le comunità Italo-Romene di Chieri, in provincia di Torino, e Viterbo che in un certo senso hanno “attestato” la bontà dei riferimenti antropologici, nella giornata di oggi e il 10 gennaio scorso “Non ne sapevo niente” – il libro dell’autore civitavecchiese Ernesto Berretti – si presenta agli studenti. «Attraverso alcuni spunti di lettura, infatti, si percorrono pagine della storia contemporanea poco approfondita, di un’area geopoliticamente delicata – ha spiegato Berretti, entusiasta di potersi confrontare con i ragazzi delle scuole, in particolare Guglielmotti e Galilei – i contesti sociali ed economici che, nel 1995, risentono ancora della lunga scia degli anni della dittatura di Ceausescu, sono quelli in cui vivono i protagonisti del mio romanzo. Malgrado tutto, nel lento percorso di europeizzazione, l’estrema periferia romena in cui è sita la base della Danube Mission, quei contesti diventano capisaldi per la vigilanza del rispetto dell’embargo agli stati in guerra nei Balcani. La testimonianza dell’esperienza vissuta da Basco blu, non la lezione di storia, diventa il fil rouge che accompagna gli studenti indietro nel tempo, offrendo input per l’approfondimento della situazione balcanica dopo la caduta del Muro di Berlino (che diede il via all’effetto domino che portò allo sgretolamento della ex-Iugoslavia), e alla comprensione del fenomeno migratorio che ha “sparso” milioni di romeni in tutta Europa dopo la fine della dittatura».
La lettura di alcune pagine del libro alleggerisce e fa percepire gli stati d’animo dei protagonisti, ingabbiati loro malgrado in quella realtà. Docenti e studenti hanno accolto l’idea di “indagare” su quelle pagine di storia attraverso un romanzo, facendo proprie le esperienze narrate e libere dagli stereotipi, e ricercando la verità partendo da dettagli ed emozioni della gente comune e degli operatori di pace della UEO. «Tra i banchi scolastici, tra i giovani più in generale, le emozioni trovano terreno fertile – ha concluso Berretti – ma vanno seminate con cura per far germogliare un futuro privo di pregiudizi e ignoranza verso la comunità romena, la più popolosa in Italia dopo la nostra».