CIVITAVECCHIA – Giuseppe Dimito torna alla guida della Uoc di Endoscopia della Asl Roma 4. Dopo circa 6 mesi di assenza per gravi motivi di salute il medico torna a reggere le redini di un reparto che è un fiore all’occhiello per l’azienda sanitaria con le due sedi di Civitavecchia, al quarto piano dell’ospedale San Paolo, e di Bracciano, al Padre Pio.
«Abbiamo implementato diverse tecniche endoscopiche – ha spiegato Dimito – di diagnosi e cura che ci permettono di coprire il 100% delle necessità dei pazienti. Devo dire che in questo periodo è aumentato anche il numero di medici che afferiscono l’unità operativa di Civitavecchia. Oltre a me ci sono il dottor Gianfranco Fanello e il dottor Alessandro Borrello e stiamo viaggiando a vele spiegate». Ora che il personale è al completo si pensa anche al potenziamento della Uoc di Bracciano dove a breve dovrebbe arrivare una nuova unità. «Abbiamo ripreso – ha continuato il responsabile della Uoc – a lavorare a pieno ritmo sul programma di screening del cancro colon rettale, sulla terapia della patologia biliare da affrontare endoscopicamente e la preparazione dei pazienti all’eventuale intervento chirurgico».
Dimito è tornato alla guida dell’Endoscopia con le migliori intenzioni e ora «siamo pronti a muovere nella maniera più completa. Una volta tornato al comando – ha aggiunto il medico – tutto si sta normalizzando». Un reparto che macina numeri da capogiro e sempre in crescita di anno in anno. «Viaggiamo su numeri molto elevati – ha sottolineato Dimito – che pensiamo di incrementare proprio in relazione all’incremento dei medici che possono sfruttare multiplativamente la struttura (al San Paolo ci sono due camere operatorie, ndr) e ora si possono fare il doppio degli esami la mattina e c’è anche la possibilità di farne il doppio il pomeriggio. Endoscopia, possiamo dirlo senza falsa modestia, è veramente un fiore all’occhiello. Un reparto che abbiamo fatto noi e devo dire che il direttore generale Giuseppe Quintavalle ci ha dato modo di poterlo realizzare così come noi lo volevamo, secondo le specifiche dirette della Società endoscopica nazionale. La struttura è stata costruita sul modulo preciso dell’endoscopia. Quindi volumi, spazi d’aria, presenza di due sterilizzatrici completamente separate, due strumentari separati e un grosso numero di strumenti endoscopici tutti delle ultime generazioni. Adesso – ha aggiunto Dimito – siamo dotati di pompe di lavaggio e di argon laser su tutte le sezioni (Civitavecchia e Bracciano)».

