Inumazione feti, la Asl revoca le delibere
Sanità
25 Febbraio 2020
Inumazione feti, la Asl revoca le delibere

CIVITAVECCHIA – Mentre si susseguivano incontri e comunicati stampa, la Asl Rm4 aveva già proceduto a revocare – in data 17 febbraio – le delibere legate al protocollo d’intesa con l’associazione “Difendere la vita con Maria” per quanto riguarda l’inumazione di prodotti abortivi all’interno dell’area al cimitero nuovo di via Braccianese Claudia. La decisione di revocare le deliberazioni 1916 del 22 dicembre 2017, 77 del 10 gennaio 2019 e 685 del 18 dicembre 2019 avranno come effetto anche la rimodulazione della Convenzione “eliminando – si legge – ogni possibile incertezza interpretativa e prevedendo una rigorosa informazione dei genitori sulle procedure di conservazione e smaltimento dei prodotti del concepimento, così da assicurare il pieno esercizio del diritto all’autodeterminazione”, Inoltre verrà avviata “un’indagine pubblica esplorativa di manifestazione di interesse per lo svolgimento delle attività di inumazione dei prodotti abortivi”. 

“Consideriamo questo atto una prima risposta positiva all’istanza da noi avanzata sin dal 30 gennaio, con la quale, ponendo eccezioni ai Protocolli riguardo alla necessità del consenso informato ed espresso e al principio di laicità, ne chiedevamo l’annullamento e la sospensione – ha spiegato il presidente della Consulta delle donne Amelia Ciampa – con la revoca si afferma, nel rispetto di tutte le sensibilità, che la donna che interrompe la gravidanza, ha diritto all’autoderminazione su scelte che riguardano il proprio corpo e che l’azienda ospedaliera deve salvaguardare il principio di laicità”. 

Più caute le Donne in difesa della 194. “Prendiamo atto che si ritorna allo status quo ante, cioè alla situazione esistente prima che l’associazione “difendere la vita con Maria” venisse a Civitavecchia a “insegnare” la pietà alle donne. E cioè che sono le istituzioni dello Stato, le istituzioni pubbliche, non i privati che hanno scopi di speculazione ideologica, a gestire una materia delicata e personale come l’aborto – hanno spiegato dal comitato – tuttavia nel testo di revoca permangono  ambiguità e incongruenze che ci preoccupano. La nuova delibera infatti promette di rimodulare la convenzione. Qualunque cosa significhi, noi  diciamo che non va fatta nessuna convenzione. La consegna a terze parti del servizio di inumazione dei prodotti abortivi, per noi, è illegittima e perciò saremo molto vigili su questo punto. Abbiamo lottato per avere la legge 194 sulla maternità consapevole e il diritto di aborto, l’abbiamo difesa nel passato dal tentativo di criminalizzare le donne che vi ricorrono, la difenderemo sempre – hanno concluso – contro coloro che vorrebbero cacciare le donne nella solitudine e nella clandestinità”.