Coronavirus, a Cerveteri e Ladispoli attività commerciali in apnea
Economia e Lavoro
8 Marzo 2020
Coronavirus, a Cerveteri e Ladispoli attività commerciali in apnea

LADISPOLI – Anche se al momento nel comprensorio non si registrano casi da coronavirus, la psicosi collettiva colpisce anche le attività commerciali del posto. Lo aveva spiegato già nei giorni scorsi Gianfranco Fioravanti che aveva puntato i riflettori sull’agricoltura e sulla vendita al mercato: «i carciofi non si vendono – aveva detto – siamo costretti a riportarceli indietro». Poche persone disposte a comprare al mercato per paura di un possibile contagio da covid-19. Ma la crisi economica che l’emergenza sanitaria ha innescato in tutta Italia non risparmia nemmeno le attività commerciali di viale Italia. «La situazione è drammatica», hanno detto i commercianti. In giro sul viale, all’interno dei negozi, «non gira un’anima». Presenti in massa, invece, all’interno di pub e bar i ragazzi che invece dovrebbero stare a casa, dopo il decreto del governo Conte che ha deciso di sospendere le attività scolastiche per contenere l’emergenza. Stessa sorte purtroppo hanno anche i ristoratori. A Cerveteri i ristoranti sono vuoti con i proprietari degli esercizi commerciali che fanno fatica ad andare avanti in questo periodo di grande magra. Una situazione che alla lunga potrebbe rischiare di far abbassare qualche saracinesca o lasciare a casa qualche dipendente che a causa dei mancati guadagni, i proprietari non riescono più a pagare. Diversa invece la situazione nei supermercati e nelle farmacie, gli unici due settori che in questo momento, invece, sembrano avere una maggiore richiesta. Lunghe file alle casse dei supermercati, con code che riescono ad arrivare anche lungo le corsie dei negozi. Ad accalcarsi al loro interno in particolar modo quei bambini lasciati a casa dal decreto del governo e gli anziani che invece dovrebbero tutelarsi evitando i posti affollati per non rischiare il contagio. 
Intanto sul territorio etrusco per cercare di evitare affollamento all’interno degli studi medici e nelle farmacie, proprio in questo periodo la Multiservizi caerite ha rafforzato il progetto di consegna a domicilio dei farmaci, con relativo recupero delle ricette mediche da parte del personale della multiservizi, all’interno degli studi dei medici di base. Nelle farmacie invece è stato introdotto un limite di accesso all’interno dei locali contemporanei, su indicazione della circolare inviata dall’ordine dei farmacisti. E così alle farmacie 5 e 2 l’accesso è limitato a massimo tre persone per volta, mentre alle farmacie 1, 3 e 4 l’accesso è limitato a massimo 2 persone per volta.