Domani incrocerà le braccia anche il settore metalmeccanico sotto lo slogan “Basta indugi: la salute dei lavoratori prima di tutto!”.
“Il decreto del governo, subendo le pressioni di Confindustria, ha definito i settori indispensabili che possono continuare le attività nei prossimi giorni. Riteniamo – fanno sapere Fim, Fiom, Uilm Lazio -che l’elenco sia stato allargato eccessivamente, ricomprendendovi settori di dubbia importanza ed essenzialità. Contemporaneamente, il decreto assegna alle imprese una inaccettabile discrezionalità per continuare le loro attività, con una semplice richiesta di autorizzazione alle Prefetture. Tutte scelte che piegano, ancora una volta, la vita e la salute delle persone alle logiche del profitto: Noi nonci stiamo!
Per domani, quindi, è stato proclamato lo sciopero di 8 ore per turno o giornata lavorativa di tutti i lavoratori del settore metalmeccanico, Per non gravare su un equilibrio già delicatissimo per le attività direttamente collegate all’emergenza, non sciopereranno i lavoratori impegnati in attività strettamente collegate all’attività ospedaliera e sanitaria, alle produzioni di macchinari-attrezzature-manutenzioni per le strutture ospedaliere e alle disposizioni di legge.
“Ribadiamo che tutte le attività non essenziali debbono essere sospese e rinviate al rientro dell’emergenza, – ribadiscono le sigle sindacali – e che quelle non rinviabili o di emergenza, devono vedere i lavoratori dotati di tutti i dispositivi di protezione per operare nella massima sicurezza. L’elenco delle aziende essenziali deve ricomprendere solo quelle attività strettamente necessarie e indispensabili per il funzionamento del Paese e non deve lasciare margini di interpretazione e discrezionalità: Le aziende che svolgono attività non essenziali devono chiudere e i loro dipendenti devono poter stare a casa!”.

