Gli italiani promuovono lo smart working
Energia e ambiente
14 Aprile 2020
Gli italiani promuovono lo smart working

Smart working promosso. Alla prova in una situazione di emergenza, il lavoro agile piace agli italiani. Nell’indagine promossa da Euromobility, il 33% degli intervistati vorrebbe continuare a lavorare il più possibile in smart working al termine dell’emergenza sanitaria, il 54% in maniera limitata e solo il 13% non sarebbe disposto a continuare una volta che questa fase sarà superata. 
Sono questi i primi dati che emergono dall’indagine, effettuata su oltre 1.000 persone (il 64% delle quali donne e il 36% uomini), sullo smart working in Italia in periodo di coronavirus. Il 43% risiede e lavora nel nord del Paese, il 40% nelle Regioni centrali e il 17% al Sud o nelle Isole. 
Il 45% si dichiara molto soddisfatto dell’esperienza di lavoro agile e il 47% abbastanza soddisfatto, solo l’8% poco o per niente soddisfatto.
Se si considera che il 63% dei rispondenti ha dichiarato di utilizzare normalmente l’automobile per recarsi al lavoro, questo periodo potrebbe offrire l’occasione per portare a città meno congestionate e a una migliore qualità della vita e del nostro tempo. Questa ‘sperimentazione forzata’, sottolinea Lorenzo Bertuccio, presidente di Euromobility, “non può e non deve terminare quando l’emergenza sanitaria sarà rientrata. I primi dati confermano, se mai ce ne fosse stato bisogno, il gradimento da parte dei lavoratori e delle aziende e il contributo che lo smart working può dare per ridurre la congestione e migliorare la qualità della vita nelle nostre città una volta che l’emergenza coronavirus sarà rientrata”.