CIVITAVECCHIA – “Secondo il ministero degli interni le denunce per usura sono aumentate, durante i mesi di chiusura del 30%. Commercianti che non riescono a fare fronte alle spese accumulate, o non trovano il modo di ripartire perché gli incassi sono fermi da mesi, vengono avvicinati dalla malavita, per rilevare i locali, o inserirsi all’interno delle gestioni”.
Lo dichiara Tullio Nunzi che evidenzia come l’usura sia stato sempre un fenomeno endemico, che rischia di ampliarsi, a causa del coronavirus e delle difficoltà finanziarie in cui si trovano le aziende in questo momento.
“Poichè, secondo alcuni dati, un’attività su due rischia di non riaprire, – spiega l’esponente dell’associazione Meno Poltrone Più Panchine – bisogna valutare attentamente il fenomeno; si rischia che attività malavitose, si impossessino di un sistema di imprese, che fino a poco tempo fa creava occupazione e benessere. Bisogna riflettere su queste ragioni, spingere le banche a eliminare restrizioni burocratiche, che molto speso rendono inutili sforzi economici ‘poderosi’, e pensare che soltanto pompando direttamente liquidità vera si possono salvare le imprese, obbligate alla chiusura, prive di indicazioni strategiche.La regione Lazio ha pronto un bando per attività indebitate o vittime di usura.Bisogna fare presto se non si vuole ch un patrimonio economico ed un territorio passino nelle mani della malavita”.

