«Neanche l’enorme sforzo dell’emergenza sanitaria è servito a sbloccare il rinnovo di contratto per i lavoratori della sanità privata e delle Rsa». Lo dichiarano Giancarlo Cenciarelli, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – segretari generali di Fp Cgil Roma Lazio, Cisl Fp Lazio e Uil Fpl Roma e Lazio – lanciano lo stato di agitazione dei lavoratori delle strutture sanitarie accreditate e delle residenze sanitarie assistenziali della regione, che scenderanno in protesta come in tuta Italia. «Nel Lazio – spiegano – i 24 mila dipendenti e professionisti del comparto sono stati e sono ancora in prima linea insieme ai colleghi del pubblico, hanno ricevuto applausi e ringraziamenti da tutti, ma su diritti, salario e tutele siamo al punto di partenza, cioè a 13 anni fa. Non ci sono più parole per descrivere la vergogna, la nostra mobilitazione sarà durissima. Vogliamo riconoscimento e contratto subito». I sindacalisti spiegano che saranno inviate «ad Aris, Aiop e Unindustria Lazio diffide formali, con conseguente sospensione di ogni forma di lavoro supplementare e straordinario di tutto il personale delle strutture. Ciò vuol dire che saranno svolte solo le attività ordinarie di cura e assistenza e che la Regione Lazio dovrà tenerne conto nella programmazione dei Lea». Dai sindacati promettono battaglia e si dichiarano pronti allo sciopero nazionale nel caso non arrivino le tanto attese risposte a tutti i lavoratori del comparto.
Sanità
8 Maggio 2020
Lo annunciano Cgil, Cisl e Uil che promettono battaglia: pronti allo sciopero
Sanità privata, lavoratori del Lazio in stato d’agitazione

