Porto, Masucci (Fit-Cisl Lazio):”Le nostre proposte per un rilancio”
Economia e Lavoro, Porto
11 Maggio 2020
Porto, Masucci (Fit-Cisl Lazio):”Le nostre proposte per un rilancio”

CIVITAVECCHIA – “Lo scalo marittimo civitavecchiese ha subìto pesantemente le conseguenze dell’emergenza Coronavirus. Il blocco dell’attività crocieristica e il conseguente dimezzamento delle entrate, unitamente alle problematiche riguardanti la centrale termoelettrica di TVN, impongono una riflessione ed una serie di interventi non più rinviabili. Il Porto di Civitavecchia non può limitarsi alla mera dimensione territoriale e provinciale, ma deve diventare, complice la realizzazione di una ZLS, uno snodo di importanza nazionale e internazionale, anche per il traffico merci”.

Lo dichiara il Segretario Generale della Fit-Cisl del Lazio, Marino Masucci, che ribadisce l’importanza di uno sviluppo del sistema portuale e retroportuale, e con esso del territorio, come già avanzato in un convegno svoltosi lo scorso anno.

“Serve una visione che vada oltre i limiti e le atrofie di un sistema ingessato, – ribadisce – adesso più che mai occorre un patto di rete dinamico, competente, scevro di ideologismi e orientato al futuro, alle nuove dinamiche di mercato e alle esigenze di innovazione organizzativa, che coinvolga tutti i protagonisti, in grado di sostenere il sistema imprenditoriale ed il processo di internazionalizzazione. Tre sono le proposte che vorremmo fossero realizzate: l’implementazione della capacità di movimentazione, delle capacità e della facility portuale e retro portuale. Alla crescita impiantistica marittima deve corrispondere lo sviluppo della rete di collegamento terrestre. Per quanto riguarda la nuova occupazione e la qualità del lavoro, proponiamo l’istituzione di una cabina di regia tra AdSP, sindacato e associazioni datoriali che sia utile ad anticipare i bisogni formativi dei dipendenti, individuare le nuove competenze richieste dal settore e recuperare i deficit occupazionali, orientando anche l’offerta didattica di Istituti professionali e Atenei verso le nuove esigenze professionali”.