CIVITAVECCHIA – ‘Logistica e trasporti, gli strumenti Ue per uscire dalla crisi’ è il tema Del dibattito online promosso dal Parlamento europeo in Italia e dalla Rappresentanza della Commissione europea in Italia, al quale è intervenuto anche il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale Francesco Maria di Majo. Al centro della discussione le pesanti ripercussioni sul tessuto produttivo e sociale del nostro Paese, provocate dalla pandemia sanitaria. Tra i settori più colpiti dalla crisi, proprio quello dei trasporti e della logistica. Trait d’union degli interventi la necessità di un utilizzo adeguato, senza alterare in modo significativo le regole della concorrenza, degli strumenti finanziari messi in campo dall’Unione europea per far fronte all’emergenza e consentire, così, il rilancio dell’economia, anche marittima. Il tutto in un quadro di regole più semplici e con una programmazione e realizzazione delle opere nei tempi stabiliti.
“Le Infrastrutture logistiche e portuali sono fondamentali – ha precisato il Presidente di Majo – e, oggi più che mai, c’è bisogno di renderle più competitive, sostenibili e più digitalizzate. I porti sono uno dei settori che più hanno risentito della crisi e subito danni ingenti. A partire dal blocco del traffico crocieristico e passeggeri, quest’ultimo oggi in ripresa. La portualità italiana è, però, al 46° posto al mondo in termini di competitività, è fondamentale, quindi, riflettere su come rivedere il sistema portuale italiano nel suo complesso per colmare il gap infrastrutturale dei nostri porti. E l’UE sta mettendo a disposizione gli strumenti per reagire. Il nuovo quadro finanziario dovrebbe portare ad una maggiore competitività dei nostri scali e il fatto che l’emergenza si sia collocata all’inizio delle programmazioni finanziarie europee, ma anche nazionali e regionali, è stato un vantaggio”.
Oltre a ribadire l’importanza dell’ulteriore sviluppo delle Autostrade del Mare e dei corridoi trasversali tra Tirreno ed Adriatico non solo per il trasporto passeggeri ma soprattutto per le merci, il Presidente dell’AdSP ha posto l’attenzione sulla cosiddetta “filiera corta”, una carta che intende giocare (anche nell’ambito dell’istituzione della Zona Logistica Semplificata) per attrarre nuovi traffici e nuovi investitori nel maggior scalo del network laziale e che è perfettamente in linea con gli obiettivi (europei e nazionali) di sviluppare un trasporto intelligente e sostenibile, riducendo anche le percorrenze chilometriche dei trasporti sia lato mare che lato terra. Oggi più che mai è, infatti, fondamentale scegliere quei porti che siano più vicini alla destinazione finale delle merci. E Civitavecchia è a un passo da Roma, uno dei maggiori mercati italiani.

