CIVITAVECCHIA – Avanti sul gas, che sembra essere ormai l’unica strada che Enel è intenzionata a percorrere. Almeno stando alle parole dell’ingegner Gaetano Evangelisti, delle Relazioni Istituzionali della spa, ascoltato ieri in audizione nel corso della VI Commissione – Lavori pubblici, infrastrutture, mobilità, trasporti del Consiglio regionale del Lazio, presieduta da Eugenio Patanè in merito al “Piano energetico regionale”. Enel era già stata ascoltata nelle scorse settimane, con il vicepresidente di commissione Gino De Paolis che aveva però richiesto un approfondimento, soprattutto per quello che riguarda la strategia aziendale legata al futuro di Torre nord.
È stato proprio il consigliere della Lista Zingaretti a ribadire come Enel stia andando avanti «in modo autonomo, senza aprire una vera discussione con un territorio “occupato” da anni – ha sottolineato – e soprattutto senza tenere in considerazione le delibere di consiglio comunale e di giunta con le quali Civitavecchia si è espressa conto il progetto di riconversione a metano di Tvn. State andando avanti in modo testardo verso il gas, senza valutare possibili alternative». Alternative che il territorio ha proposto, come quella di un polo idrogeno sperimentale o di un progetto portuale, nel settore della logistica. I rappresentanti di Enel, però, sono stati piuttosto chiari: «L’idrogeno green è un progetto sicuramente da sviluppare – ha spiegato il portavoce della società – ma il Piano Energia e Clima a cui facciamo comunque riferimento non lo considera, al momento, come la tipologia di energia in grado di accompagnare da sola la transizione energetica per arrivare ad una produzione 100%». L’ingegner Evangelisti ha quindi ricordato l’impegno di Enel, entro il 2030, a fornire il proprio contributo concreto per le rinnovabili, ma almeno per Civitavecchia, tra la fase carbone e quella green è di fatto obbligatorio il metano. «Senza questo passaggio – ha aggiunto – non si può chiudere rapidamente con il carbone».
Il confronto? Secondo Enel ci sarà ancora con il territorio, nell’ambito dell’iter per la Via. Una risposta giudicata non esauriente da parte del consigliere De Paolis, a cui ha fatto eco il collega del M5S Devid Porrello, il quale ha ribadito come il territorio non può permettersi ulteriori sacrifici dopo quelli già fatti negli anni passati. Presente in commissione anche l’assessore Mauro Alessandri, il quale nelle sue conclusioni, ha messo la Spa di fronte ad una scelta: quella di aprire o meno un confronto concreto con le istituzioni, a partire dalla Regione. «Dobbiamo limitarci a prendere atto di una scelta aziendale non rivedibile, di spiegazioni capillari e diffuse di qualcosa di già deciso – ha sottolineato – oppure ci sono margini per una alternativa? Il polo delle rinnovabili, nel Lazio, è più di un’ambizione ma deve per forza di cose essere condivisa da chi può attuarlo a livello tecnico, e quindi Enel». Enel che, almeno a parole, si è detta disponibile ad un confronto.

