ROMA – Ennesimo grave episodio di tensione ed intolleranza contro tre agenti del Corpo di Polizia penitenziaria in servizio nel carcere romano di Rebibbia. Lo denuncia il segretario Generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE Donato Capece.
“Quanto accaduto – racconta Capece – è di una gravità inaudita e sconcertante. Gli eventi critici contro gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria sono aumentati in maniera esponenziale, per questo sono necessarie misure urgenti per contrastare questo triste fenomeno. Durante il turno pomeridiano, all’interno del reparto G12 comuni, un detenuto psichiatrico, con numerosi pregressi disciplinari gravi e reati commessi in carcere, ha ferito 3 Assistenti Capo della Polizia Penitenziaria, ha distrutto una stanza ed è attualmente sorvegliato a vista. L’accaduto, oltre alle gravi ripercussioni per il personale, va ad intaccare in maniera significativa il già esiguo numero di personale presente, poiché in atto il piano ferie estivo. Nonostante tutto, non solo il detenuto è ancora a Rebibbia, ma addirittura sempre dentro lo stesso reparto. Crediamo ci si renda conto che così non si può andare più avanti: è uno stillicidio continuo e quotidiano. E purtroppo non vediamo azioni decise da parte del Ministero della Giustizia e Dipartimento Amministrazione Penitenziaria a tutela dei poliziotti”.
Il segretario generale del SAPPE rammenta che nelle ultime settimane il sindacato è sceso in piazza proprio per denunciare le gravi violenze subite dai poliziotti delle carceri italiane, e la mancata assunzione di provvedimenti in materia di ordine e sicurezza delle carceri da parte del Ministro della Giustizia Bonafede a tutela degli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, sintomo evidentemente di una mancanza di progettualità dell’esecuzione della pena e, in questo, contesto del ruolo dei Baschi Azzurri. Il SAPPE ricorda, poi, i numeri delle carceri e dell’esecuzione della pena in Italia: alla data del 30 giugno scorso, erano detenute nelle carceri del Paese 53.579 detenuti rispetto alla capienza regolamentare di poco meno di 50mila posti. Gli stranieri ristretti nelle nostre carceri sono 17.510 (il 33%). Ben 100.891 i soggetti seguiti dagli Uffici di esecuzione penale esterna, 1.322 i minorenni e giovani adulti presenti nei servizi residenziali e 13.190 quelli in carico ai servizi della Giustizia minorile.

