CIVITAVECCHIA – Torna a lanciare l’allarme occupazione l’autotrasporto locale. E stavolta la sensazione è che ci si trovi di fronte ad un bivio. Ferragosto segna una linea di confine tra il soccombere ad una situazione di crisi e di difficoltà ed il riprendersi i propri spazi, salvando di fatto il settore. Perché se è vero che in piena emergenza Covid l’autotrasporto è stato uno dei punti di riferimento per il Paese, è altrettanto vero che dal Governo non è arrivato alcun tipo di sostegno. «Dopo ferragosto sarà il caos se non proviamo a salvare la situazione» afferma infatti il direttore del consorzio locale Patrizio Loffarelli che, già in piena emergenza, aveva scritto al sindaco Ernesto Tedesco per evidenziare la necessità di programmare il futuro.

«Una delle priorità – aveva infatti sottolineato – è certamente riuscire a far restare sul territorio tutte le attività necessarie allo svolgimento dei servizi, con il principio che “le imprese di Civitavecchia si servano delle imprese di Civitavecchia”, creando così un circuito virtuoso in grado di sostenere vicendevolmente la propria attività». E ancora questo è l’aspetto su cui oggi si cerca di focalizzare l’attenzione. Serve un’inversione di rotta, prima che sia troppo tardi. In quest’ottica si inserisce l’intervento della commissione lavoro che, su sollecitazione proprio della categoria, è pronta ad invitare in audizione i maggiori player del territorio. Perché dopo Ferragosto il traffico portuale si fermerà e non può essere solo quello il bacino da cui attingere lavoro. “Certo, questa volta servono risposte concrete ed immediate da parte delle stazioni appaltanti del territorio – ha aggiunto Loffarelli – risposte che diano respiro a stretto giro alle imprese locali. Il prossimo passo sarà poi quello di incontrare, insieme all’Autorità di sistema portuale, anche gli armatori”. Quello che oggi serve, e che già il rappresentante della categoria aveva sottolineato a marzo, è una sensibilità alle richieste ancora maggiore che forse in altri tempi non sarebbe stata opportuna, ma oggi diventa assolutamente vitale.

