CERVETERI – Con qualche piccolo sacrificio da parte di ciascuno, sembra finalmente arrivare la soluzione per gli alunni del Giovanni Cena. Dopo l’incontro di mercoledì, i genitori dei bambini hanno incontrato giovedì sera la dirigenza scolastica e il primo cittadino. Durante l’incontro finalmente sarebbe arrivato l’accordo. Niente più trasferimento al Quartaccio e a Casetta Mattei. Si resterà tra le mura del Cena, andando a ricavare qualche spazio che possa risolvere le problematiche ad oggi in corso: l’assenza di distanziamento in alcune classi e l’obbligo della mascherina anche quando si è seduti al banco. Alcune classi saranno trasferite nella sala informatica, mentre altre due traslocheranno nel container. Molto probabilmente in un primo momento potrebbe trattarsi proprio del container mensa che il Comune inizialmente aveva proposto, come alternativa al Quartaccio. Anche se non è escluso che sempre il Comune possa pensarne di installarne uno nuovo, in giardino al posto delle tensostrutture. In attesa che ciò avvenga non è escluso che, per consentire il trasferimento delle classi, a rotazione i bambini mangeranno in classe. Niente panino a sacco ma cibo caldo cucinato sempre dalla mensa. Il tutto in attesa di capire se si potranno riorganizzare i turni così da consentire a tutti l’utilizzo del refettorio scolastico. Per le modifiche occorrerà sicuramente qualche giorno di tempo a causa della carenza di personale all’interno della scuola. «Con il sacrificio un po’ di tutti – ha detto il presidente del comitato dei genitori, Katia Blasi, siamo finalmente arrivati a una soluzione, anche se il problema delle scuole a Cerveteri continua a sussistere. Gli istituti presenti non sono in grado di poter contenere la popolazione scolastica che negli anni è cresciuta. Servirebbero delle nuove aule». Riflettori puntati anche sull’accesso delle auto all’interno del perimetro dell’istituto: «Se fosse riaperto al transito permetterebbe ai genitori e ai nonni di accompagnare i propri figli all’ingresso. Il tutto magari controllato dalla Polizia locale che può regolamentare il flusso delle auto. Il parcheggio fuori dalla scuola – ha evidenziato Blasi – è infatti disagevole sia per i genitori che per i ragazzi stessi».

