CIVITAVECCHIA – Il nuovo Dpcm illustrato ieri sera dal premier Giuseppe Conte prevede delle novità anche per le scuole, in particolare per gli istituti superiori. Scongiurato il ricorso esclusivo alla didattica a distanza, è prevista comunque alternata in modo adeguato a quella in presenza e unita a una più marcata diversificazione degli orari di entrata ed uscita degli alunni. “Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado – si legge nel documento – adottano forme flessibili nell’organizzazione della didattica incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9. Inoltre anche il rinnovo degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche (rappresentanti di classe e di istituto) può avvenire secondo modalità a distanza”. Le novità sulla scuola saranno in vigore a partire da mercoledì.
In città, al momento, i dirigenti scolastici attendono un confronto necessario con le istituzioni e, in particolare, con il sindaco Ernesto Tedesco. Perché se scaglionare gli orari, ed iniziare gli ingressi alle 9, può essere necessario in grandi città, a Civitavecchia potrebbe invece rappresentare un problema, considerando soprattutto che sono molti gli studenti che usufruiscono dei mezzi pubblici, che sia il tpl di Csp, il Cotral o il treno. Senza una rimodulazione anche degli orari del mezzi di trasporto, il rischio è quello di far arrivare i ragazzi allo stesso orario di sempre, creare assembramenti fuori gli istituti, e farli poi entrare dopo le 9. “Abbiamo già contattato i referenti politici a livello anche regionale – ha confermato il dirigente del Marconi Nicola Guzzone – ci stiamo confrontando tra dirigenti, come abbiamo sempre fatto soprattutto in questo periodo di emergenza, e a questo punto dobbiamo necessariamente confrontarci con le istituzioni, sindaco in primis. Oggi le scuole sono uno dei posti più sicuri, lo confermano anche i risultati dei tamponi effettuati all’interno degli istituti. Non abbiamo avuto finora nessun caso collegato direttamente alla scuola. Certo non possiamo permetterci di creare assembramenti fuori, e senza misure adeguate il rischio c’è”.
A farsi portavoce della situazione il vice presidente del consiglio regionale Devid Porrello. “Il decreto prevede una rimodulazione degli orari delle lezioni, con l’ingresso dalle ore 9, per alleggerire il carico sul trasporto pubblico, una misura logica e condivisibile – ha infatti spiegato – ma che può rivelarsi un boomerang se non recepita correttamente da Cotral. I presidi, soprattutto quelli delle scuole con un bacino d’utenza distribuito su più comuni, lamentano infatti che se Cotral non cambia gli orari e le frequenze delle corse adeguandosi al DPCM i loro studenti dovranno continuare a spostarsi come se dovessero entrare alle 8, rimanendo un’ora fuori dai portoni, con tutto il conseguente rischio di assembramenti. Oggi il Consiglio Regionale si riunisce in seduta per discutere gli atti per affrontare l’emergenza coronavirus, tra i quali un mio ordine del giorno, depositato prima del nuovo DPCM, dove chiedo alla Giunta di applicare nuove misure per il trasporto pubblico, sarà l’occasione – ha concluso – per portare in aula e all’attenzione della giunta le voci e le proposte dei nostri presidi, nella speranza che Cotral agisca rapidamente per ovviare a questa anomalia che rischia di rendere vane le nuove misure di contenimento del virus”.
Il deputato Alessandro Battilocchio ha commentato: “Rivedere al più presto gli orari dei mezzi di trasporto che portano i ragazzi alle scuole superiori. L’entrata alle ore 9 imposta dall’ultimo Dpcm è difforme rispetto agli orari dei mezzi di trasporto. Questo comporta un’attesa dei ragazzi che si spostano con i mezzi pubblici, che spesso si trasforma in pericolosi assembramenti. È necessario quanto prima modificare gli orari dei mezzi di trasporto. A tal proposito ho già scritto al presidente di Cotral segnalando questa necessità. Il diritto alla scuola è alla base della nostra società. Favorire l’accesso agli istituti in sicurezza con trasporti adeguati è una missione alla quale lo Stato deve provvedere a tutti i costi”.

