La Civitavecchia studentesca è pronta a scioperare. La protesta degli alunni italiani dal nome “Fare scuola insieme con chiarezza e collaborazione” avrà inizio questa mattina a partire dalle ore 10, quando davanti al ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca presso Largo Bernardino da Feltre, molti ragazzi contesteranno alcune questioni scolastiche che si stanno rivelando un fallimento da quando sono state riaparte le scuole, ossia da lunedì 14 settembre. Alla base della protesta ci sono tristissime realtà, con cui migliaia di studenti italiani ogni giorno devono fare i conti: classi pollaio in primis, poi i trasporti inefficaci e ultimo ma non ultimo la carenza di moltissimi docenti. Sono queste le tre tematiche che fanno più arrabbiare gli studenti, tanto che appena dopo un mese dall’inizio delle lezioni si sono stufati e hanno deciso di scendere in piazza, anzi, di manifestare proprio dinanzi alla casa del ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina. E la Civitavecchia studentesca ha prontamente aderito alla manifestazione, ma con una particolarità: gli studenti organizzatori nonché rappresentanti d’istituto, infatti, hanno deciso di partecipare soltanto con le classi quarte e quinte di ogni istituto secondario di secondo grado. E tutti insieme si troveranno alle 7.40 alla stazione cittadina, per poi salire sul treno delle 7.58 con direzione Roma Trastevere. Durante la fermate successive, poi, a partire da Santa Marinella, per poi proseguire con Marina di Cerveteri, Cerveteri-Ladispoli e Maccarese-Fregene, saliranno molti ragazzi delle superiori a partire anche dal primo anno. Le aspettative sono molto alte, soprattutto dagli studenti organizzatori della Capitale che hanno chiesto una vasta partecipazione da parte degli studenti delle città limitrofe, mentre scenderanno nelle restanti piazze d’Italia tutti gli altri alunni partecipanti.
“Nonostante il grande impegno di docenti e studenti, l’utilizzo costante e continuo della didattica a distanza, nel periodo più doloroso dell’attuale pandemia – cita il comunicato dei rappresentanti d’istituto civitavecchiesi – si è rivelato una dimensione innaturale in cui si sono accentuate disuguaglianze e sono venute meno le condizioni che fanno della scuola una comunità educante. Inoltre, il rientro a scuola è stato fallimentare e purtroppo la scuola sta vivendo problemi di ogni tipo: classi pollaio, trasporti insufficienti e carenza di docenti. Ed è questo il motivo per cui il governo e la ministra Azzolina devono ascoltare la voce degli studenti e confrontarsi con loro. Non possiamo preoccuparci di dover studiare mettendo a rischio la nostra salute e la nostra sicurezza. La scuola – conclude la nota – deve rimanere aperta, ma servono investimenti concreti per garantirci sicurezza ed una scuola di qualità”.
Parole che fanno pensare e che dovrebbero essere prese in considerazione da chi ha in mano l’intera istituzione scolastica. E lo sciopero di questa mattina può essere una soluzione se non l’unica ai tanti problemi che si stanno verificando.
Mat. Cec.

