«Ci priviamo un giorno della scuola per non esserne privati mai più». Con questo spirito gli studenti dei cinque istituti superiori cittadini hanno organizzato ieri lo sciopero dello didattica a distanza, dopo l’ennesimo slittamento del ritorno tra i banchi di scuola, fissato per il 18 gennaio dalla Regione Lazio. I ragazzi chiedono un ritorno immediato, in presenza e in sicurezza. E così hanno voluto dare un segnale, per far sentire la loro voce. «Il dibattito politico nel Paese si è incentrato sul continuo rimpallo di responsabilità e rimandi della data di apertura la scuola – hanno spiegato – più che sul discutere di quali misure fossero necessarie per garantire un ritorno in sicurezza. Il coinvolgimento degli studenti è stato assente e le misure sono insufficienti a garantire il diritto allo studio per tutte e tutti». Ieri mattina una delegazione di studenti si è schierata in via dell’Immacolata con striscioni e cartelloni rappresentanti i loro fermi ideali. “Scuola in presenza e in sicurezza, ora”, oppure “Cogito ergo protesto”. «Siamo stanchi di questa situazione di precarietà e instabilità – hanno ribadito studenti e le studentesse – siamo stanchi di non essere presi in considerazione o interpellati nonostante siamo i primi ad essere direttamente coinvolti nel vasto universo scolastico». Ma le richieste non sono finite. Infatti per realizzare un corretto piano per il rientro in presenza, è necessario garantire un’efficiente rete di trasporti che possa assicurare il rispetto delle norme anti-Covid previste e sufficienti corse in varie fasce orarie affinché gli studenti possano raggiungere in tempo e senza complicazioni i propri istituti e le proprie abitazioni.
«Ci auspichiamo che la nostra azione possa raggiungere i risultati desiderati nel più breve tempo possibile – hanno concluso – affinché la scuola non sia più così lontana. Abbiamo bisogno di una scuola presente e in presenza».
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