CIVITAVECCHIA – È tornata a suonare ieri mattina per il 50% degli studenti degli istituti superiori la campanella, non soltanto virtualmente. Dopo mesi di Dad, infatti, la metà degli alunni si è potuta sedere nuovamente tra i banchi. Un rientro a rotazione per le classi, la maggior parte in presenza per due giorni e a casa per gli altre tre. Inoltre, di questo 50%, il 60% entra alle 8 e il restante 40% alle 10. Un incastro di orari, organizzazioni e programmi non semplice da far quadrare. Con disagi e tante perplessità.
Qualche classe ha comunque scioperato, in segno di protesta contro un ritorno a scuola che poco sa, a detta degli studenti, di sicurezza; altri nel pomeriggio hanno protestato a Roma nel pomeriggio. A creare problemi, ad esempio, il doppio turno in presenza che, come spiegato dal rappresentante del Marconi Manuel Gregori, crea un eccessivo ritardo nella conclusione delle attività scolastiche, con disagi soprattutto per i pendolari, con ripercussioni sullo studio domestico, sulle attività di recupero pomeridiane, sulla riorganizzazione dell’orario di lavoro di docenti e personale Ata. Da chiarire anche l’effettivo potenziamento dei trasporti, per evitare assembramenti fuori gli istituti e la verifica delle attività di prevenzione, delle modalità di tracciamento e gestione di eventuali contagi. «La scuola deve aprire – ha spiegato – ma in sicurezza; solo unendo le forze vinceremo la battaglia contro il Covid». «Se fino a ieri le scuole non erano sicure – hanno spiegato alcuni studenti che hanno scioperato – ci chiediamo cosa sia cambiato oggi. La sicurezza prima di tutto».


