Lucchetti al Pertini, i rappresentanti d’istituto prendono le distanze
Scuola e Università
24 Gennaio 2021
Venerdì ignoti hanno affisso un cartello che annunciava l’occupazione della scuola
Lucchetti al Pertini, i rappresentanti d’istituto prendono le distanze

LADISPOLI – Prendono le distanze da chi ha apposto i lucchetti ai cancelli della scuola affiggendo il cartello con su scritto “Pertini occupato” i rappresentanti d’istituto. Il fatto era accaduto nella giornata di ieri, quando arrivati a scuola insegnanti e studenti si sono ritrovati davanti a un cartello che annunciava l’occupazione della scuola. In realtà all’interno dell’istituto, come accertato poche ore dopo anche dai Carabinieri, non c’era nessuno. Solo una manifestazione di dissenso per il modo in cui l’istituto stava gestendo la riapertura in fase emergenziale e la richiesta di alcune modifiche all’orario di lezione. Un gesto che se da un lato ha voluto mettere in evidenza un problema, dall’altra non ha messo d’accordo tutti. A cominciare dai rappresentanti d’istituto che hanno voluto prendere le distanze dal fatto. «Noi, in quanto rappresentanti d’istituto – hanno scritto – ci siamo resi interpreti delle esigenze e dei bisogni degli studenti in questa fase di ripresa delle attività didattiche». Tutto «nel rispetto di regole di vita sociale e di modelli di organizzazione democratica, senza mai nasconderci, senza usare toni offensivi, senza mai mettere in discussione l’operato del corpo dirigente, con cui ogni giorno collaboriamo. Per questo – hanno proseguito i rappresentanti d’istituto – vogliamo nettamente dissociarci: da chi usa metodi “clandestini” di protesta; da chi si rende interprete dei nostri bisogni senza ascoltare gli studenti e parlando impropriamente a nome di tutti; da chi protesta senza rispettare le regole, anzi, permettendosi di violare i locali scolastici; da chi usa i nostri nomi, in quanto rappresentanti d’Istituto, in modo vile, compromettendo il lavoro di collaborazione con la Scuola, in cui ci impegniamo ogni giorno; da chi si nasconde dietro uno striscione e simula occupazioni dietro l’anonimato, oltraggiando qualsiasi modello e forma di protesta democratica». E i rappresentanti di istituto lanciano l’iniziativa: «Proponiamo di organizzare un dibattito, perché si comprendano fino in fondo i principi e i valori nelle forme di manifestazione civile, e Vi anticipiamo che ci aspettiamo una netta, totale, completa, convinta dissociazione degli studenti da queste forme di protesta».