CIVITAVECCHIA – Non vogliono dare “in pasto alla folla una categoria da sbranare” e difendono il lavoro svolto in questi mesi, nonostante le difficoltà della Dad. Dopo il post virale della professoressa Sara Bartolomeo, docente di storia e filosofia al Guglielmotti, sono le due colleghe Natalia Aradis e Cinzia De Angelis ad intervenire sul mondo della scuola.
“Da marzo dello scorso anno siamo con i ragazzi ogni mattina e ogni mattina ci assicuriamo che stiano bene, che non si sentano soli, che abbiano parole di conforto – spiegano le due docenti – abbiamo creato progetti nuovi nell’immediato e strategie utili per consentire agli studenti di sentirsi, ancora e nonostante tutto, parte integrante ed attiva di un gruppo che per cinque anni vive un percorso di vita in una comunità chiamata Scuola. Abbiamo mantenuto un costante dialogo con i genitori per comprendere le reali e concrete esigenze delle famiglie e degli studenti; rimodulato completamente la programmazione per darne una dimensione più umana oltre un freddo schermo pieno di volti sconcertati; modificato strategie didattico-educative per andare incontro alle loro esigenze e dato alla valutazione un senso concreto che nulla ha a che fare con un numero matematico o statistiche. Valutiamo il momento e non la persona e facciamo capire ai nostri studenti che un voto appartiene ad un istante e non alla loro dignità. Pertanto la burocrazia è dei burocrati non certo dei docenti. Sostenere il contrario significa dare in pasto alla folla una categoria da sbranare. Non siamo perfetti, per fortuna, e come in ogni ambiente lavorativo esiste chi lavora e chi no, chi mette passione e chi no. Ma la maggior parte di noi si dedica con grande fermezza e metodo, con autorevolezza ed empatia alla formazione della persona, a donare conoscenza perché diventi competenza, ad affrontare un periodo caotico senza mai perdere di vista il soggetto principale del nostro agire: gli studenti. Non si è insegnanti se non si ha la capacità di imparare, di comunicare e di dialogare su un terreno di scambio reciproco. Non ci scusiamo affatto, semmai ringraziamo i nostri ragazzi – hanno concluso – che hanno partecipato con curiosità ed empatia alle nostre lezioni, manifestando gratitudine per il nostro impegno la quotidiana capacità di ascolto”.


