Turismo rurale e agriturismo, dati su cui riflettere
Economia e Lavoro
3 Febbraio 2021
Il neodirettore generale di ISVRA, Giorgio Lo Surdo: prima dell’ottimismo retorico, occorre serietà. “Tutto va ben madama la marchesa” ma la realtà è molto diversa
Turismo rurale e agriturismo, dati su cui riflettere

TARQUINIA – “Finita l’emergenza sanitaria, il turismo tornerà molto in fretta, tornerà impetuoso e con quei tassi di crescita enormi che abbiamo conosciuto negli ultimi anni. Gli stranieri, che nel 2019 contavano il 50% dei turisti in Italia, torneranno presto”. La dichiarazione è delL’ex ministro per i Beni e le attività culturali e per il TurismoDario Franceschiniin occasione di un recente incontro online intitolato “Turismo prossimo venturo: il rilancio riparte dai territori”, organizzato da ISNART-Unioncamere per l’Osservatorio sull’Economia del Turismo delle Camere di commercio. Franceschini si occupa di turismo ormai da diversi anni (dal febbraio 2014 al giugno 2018, e poi dal settembre 2019 ad oggi) e quindi dovrebbe sapere che negli ultimi anni il turismo dall’estero verso l’Italia è cresciuto generalmente meno rispetto alla media dei Paesi dell’Europa Mediterranea (dati UNWTO – Organizzazione Mondiale del Turismo):nel 2015, media dell’Europa Mediterranea +7,7%, Italia +3,9%;nel 2016, media dell’Europa Mediterranea +2,5%, Italia +3,4%;nel 2017, media dell’Europa Mediterranea +12,9%, Italia +11,2%;nel 2018, media dell’Europa Mediterranea +8,2%, Italia +6,5%.Dunque, nel quadriennio 2015-2018, gli incrementi di arrivi turistici dall’estero verso l’Italia sono stati inferiori alla media degli analoghi arrivi nei Paesi concorrenti dell’Europa Mediterranea per tre anni su quattro. Dopodiché nessuno (compreso il ministro Franceschini) ha elementi razionali per sapere quando, e con quale rapidità, l’emergenza sanitaria cesserà e, di conseguenza, quando e come il turismo verso Italia potrà ripartire “impetuoso”.

La riflessione è del neodirettore di ISVRA, Giorgio Lo Surdo, che illustra una situazione non proprio rosea.

“Quelle di Franceschini – dichiara Lo Surdo – sono affermazioni così… retoriche, tanto per coltivare generico ottimismo, ma dove i presupposti per l’ottimismo sono tutti da dimostrare. Per ora è meglio concentrarsi sulle attuali criticità che mettono a rischio la sopravvivenza di almeno il 30% delle imprese turistico-ricettive italiane, molte delle quali dal Governo non hanno ricevuto “ristori”  o “ristori”  hanno ricevuto tardivamente e in misura insufficiente”.  Certo è che, perché il turismo verso l’Italia riparta “impetuoso”, sarà necessario mettere in campo un “forte” programma di comunicazione che, oltre a sottolineare lo straordinario patrimonio culturale e ambientale del nostro Paese, documenti puntualmente il sostanziale superamento della pandemia e quindi la sicurezza della visita in Italia”.  

Compensi 2021 per i diritti d’autore per le TV nelle camere.Nonostante la pandemia – afferma il neodirettore Isvra – e la fortissima contrazione (generalmente superiore a -50%) di turisti e relativi fatturati, anche nel 2020 i compensi dovuti dalle imprese turistico-ricettive (compresi agriturismi) per i diritti d’autore (principali e connessi) relativi alla diffusione, tramite TV nelle camere e nei locali comuni, di musica e altre opere artistiche, sono stati riscossi dalla SIAE (Società Italiana Autori ed Editori) e dalla SCF (Società Consortile Fonografici), sia pure con alcuni spostamenti dei termini di pagamento. Nel 2021, pur perdurando le gravi incertezze sugli sviluppi della pandemia, la riscossione di detti diritti d’autore permane, pur con alcune agevolazioni. La SIAE ha comunicato alle Associazioni di Categoria che, fermi restando gli sconti di convenzione (per i soci ISVRA, -15%) il termine di pagamento per i diritti d’autore principali sono “eccezionalmente posticipati” al 30 aprile 2021.La SCF, confermando la scadenza del 31 maggio 2021, ha mantenuto sostanzialmente invariate per il 2021 le tariffe del 2020, che saranno riscosse, come in precedenza, tramite la SIAE. Le tariffe 2021 di SCF per gli agriturismi, già scontate per i soci ISVRA, sono indicate di seguito. N. Posti letto Annuale €Stagionale* €Fino a 30 posti letto55,2138,68Fino a 60 posti letto65,2545,69Oltre 60 posti letto85,4159,79* Il compenso stagionale si applica agli esercizi con apertura fino a un massimo di 8 mesi per anno solare. Ulteriori informazioni in proposito sono disponibili nei siti web www.siae.it e www.scfitalia.it”.

Ismea: nel 2020, ricavi “tagliati” di oltre 50% per un terzo degli agriturismi “Nel Rapporto 2020 di ISMEA su  “Agriturismo e multifunzionalità” (scaricabile dalla pagina web http://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/11292) – aggiunge Lo Surdo – sono pubblicati i risultati di un sondaggio volto alla valutazione dell’impatto economico della pandemia da SARS/COV2 sull’agriturismo e la vendita diretta dei prodotti. (periodo marzo-settembre 2020)”. “Per quanto riguarda l’agriturismo, – spiega Lo Surdo – l’86% del campione di aziende agrituristiche intervistato dichiara di aver subito una riduzione dei ricavi, con perdite superiori al 50% per un terzo delle aziende. La vendita diretta dei prodotti sembra essere andata meglio: il 22% delle aziende dichiara di aver registrato, nel 2020 rispetto al 2019, un incremento delle richieste di prodotti da parte di persone del luogo (residenti in un raggio di circa 150 km dall’azienda; un quinto delle aziende riporta un aumento di richieste da parte dei clienti già fidelizzati. Complessivamente lo stato d’animo degli imprenditori di settore è moderatamente ottimista: se il 43,9% dichiara attualmente di voler “limitare i danni e attendere che tutto ritorni come prima”, il 27,4% vuole “rilanciare l’azienda con nuove strategie” e il 9,6% “pensa che ci saranno nuove opportunità”.

 Istat: fra gennaio e novembre 2020, export agroalimentare in lieve crescita, import in decisa flessione, saldi in netto miglioramento. “Secondo i più recenti rilevamenti dell’Istat (periodo gennaio-novembre 2020), – sottolinea Isvra, l’associazione presieduta da Mario Pusceddu – gli scambi dell’Italia con l’estero di prodotti agricoli e dell’industria alimentare evidenziano che l’export, nonostante la pandemia da SARS/COV2, sia pur rallentando la crescita rispetto agli anni precedenti, ha continuato ad aumentare: +0,7% per i prodotti agricoli, +1,4% per gli alimentari. A fronte di questo risultato dell’export, comunque positivo tenuto conto dei timori precedenti, suscita notevole soddisfazioni che l’import abbia segnato ben più notevoli flessioni: -2,5% per i prodotti agricoli, -6,7% per gli alimentari. Così i saldi di settore (differenza fra export e import) hanno registrato, rispetto al periodo gennaio-novembre 2019, un miglioramento di 2.791 milioni di euro, di cui +383 milioni per i prodotti  agricoli e +2408 per gli alimentari. Tuttavia, dietro questi dati complessivi resta la notevole contrazione delle esportazioni dei prodotti maggiormente legati alla ristorazione “fuori casa” (soprattutto dei vini di pregio), stanti le restrizioni anti-Covid19 applicate nel mondo all’esercizio di tale attività”.

Istat: turismo nell’estate 2020 (giugno settembre), notti -45%; ad ottobre -59% “Istat rileva che nell’estate 2020 (periodo giugno-settembre) la ripresa del turismo, nonostante la riduzione delle precedenti restrizioni volte a contenere la diffusione del contagio da Covid-19, ci sia stata ma abbia comunque registrato (soprattutto per la contrazione dei viaggi in Italia degli ospiti stranieri pari a -68%) una riduzione dei pernottamenti , rispetto allo stesso periodo del 2019, del 45% – riposta Lo Surdo – In sofferenza, per la defezione degli stranieri, soprattutto il settore dell’agriturismo, dove gli ospiti dall’estero erano (2019) il 58%, rispetto alla media di settore del 50%.Nel mese di ottobre 2020, con nuovo avanzare dei contagi e l’istituzione d nuove restrizioni, i pernottamenti turistici sono tornati a diminuire maggiormente, segnando un preoccupante -59%”.

Turismo dell’Olio: nasce il Movimento e c’è la premiazione del 1° Concorso NazionaleLa maggioranza delle aziende vitivinicole ha anche uliveti, produce olio, e in molti casi opera anche nel campo dell’agriturismo. – conclude il neodirettore Isvra – Logico dunque che, anche a seguito del riconoscimento di legge dell’oleoturismo, equiparato per le regole di esercizio all’enoturismo, si sia messa in programma l’istituzione del Movimento del Turismo dell’Olio, che dovrebbe essere ufficializzato entro il prossimo mese di marzo, promosso dal preesistente e “fratello” Movimento del Turismo del Vino e dall’Associazione Città dell’Olio, secondo le pratiche di organizzazione di visite didattico-culturali e degustazioni già sperimentate con successo nel campo del vino. La costituzione del nuovo Movimento coinciderà con la proclamazione dei vincitori del 1° Concorso Nazionale del Turismo dell’Olio, ideato con la qualificata consulenza della prof.ssa Roberta Garibaldi, docente di Tourism Management presso l’Università degli Studi di Bergamo, presidente dellAssociazione Italiana Turismo Enogastronomico, autrice di un ormai consolidato Rapporto annuale sul Turismo Enogastronomico Italiano, presidente della Giuria del Concorso . Fra i 115 progetti partecipanti, sono già stati selezionati 17 finalisti, fra i quali saranno decretati i sei vincitori, riferiti alle corrispondenti categorie di progetti oleoturistici ammessi dal Regolamento:1) Frantoi/ Aziende olivicole;2) Oleoteche;3) Musei dedicati all’olio/Frantoi ipogei/Uliveti storici;4) Ristoranti/Osterie;5) Dimore Storiche/Hotel/B&B/Agriturismi;6) Tour operator/Agenzie di viaggio/Altri organizzatori di esperienze, come ProLoco, Associazioni”.