Cardarelli Tarquinia, insulti razzisti durante la teleconferenza sulla Shoah
Cronaca, Scuola e Università
4 Febbraio 2021
Cardarelli Tarquinia, insulti razzisti durante la teleconferenza sulla Shoah

TARQUINIA –  Insulti razzisti durante la teleconferenza sulla Shoah organizzata dall’istituto Cardarelli di Tarquinia. Un episodio grave che raccoglie la ferma condanna di tutta la scuola di Tarquinia.Il fatto p accaduto lo scorso 27 gennaio, nel lambito della Giornata della memoria.Attraverso due profili falsi, due persone sconosciute sono riuscite ad inserirsi nella riunione scolastica on line ed hanno tentato, con messaggi vocali, forse registrati e camuffati, di dire frasi inopportune a sfondo razzista evidentemente con il solo intento di creare disturbo e vanificare, così, l’importante evento di memoria.Subito gli ignoti, che avrebbero richiamato parole tipiche dei cosiddetti contestatori della rete, sono stati espulsi dalla riunione, che è potuta proseguire in tranquillità.Tra i ragazzi c’è sconcerto e si continua a parlare di quanto accaduto. Si cerca di capire chi possa essere stato ad aver inscenato la spiacevole azione di disturbo perché tale intrusione ha provocato sconcerto e sdegno sia tra gli studenti che tra gli insegnanti.L’iniziativa on line “Finché avremo voce”, è stata portata avanti dall’IIS Cardarelli in collaborazione con l’associazione umanitaria “Semi di Pace” e un team di insegnanti con l’obiettivo di offrire, a tutti gli studenti della scuola, uno spazio di conoscenza e di formazione e per sensibilizzare i giovani sui valori del rispetto, della tolleranza, della pace e della partecipazione attiva. Lo slogan “Finché avremo voce” scelto per orientare l’incontro richiamava alla responsabilità, di ciascuno, nel contrastare e nel denunciare ogni forma di intolleranza e di razzismo. E proprio durante lo svolgimento della teleconferenza, mentre gli studenti seguivano i vari interventi e filmati, si sono inseriti due soggetti.La dirigente scolastica, Laura Piroli, ha immediatamente assunto tutti i provvedimenti necessari, informando le competenti autorità di polizia per le opportune valutazioni ed indagini.L’Istituto, tutto, si dissocia da questi “gesti di violenza, che dimostrano l’insostituibile ruolo della scuola, quale antidoto efficace verso derive pericolose di antisemitismo e cieca ignoranza”.