Coronavirus, riflessioni sul 2020
Scuola e Università
10 Febbraio 2021
l’anno che ha sconvolto il mondo L’analisi dei dodici mesi appena trascorsi
Coronavirus, riflessioni sul 2020

Claudio di Bari Bruno*

Il 2020 è partito, come ogni anno, con i buoni propositi, con gli obiettivi che ognuno si pone, con le ipotesi di viaggio, con la voglia di fare nuove esperienze, con tutto quello che un uomo può desiderare di fare per un intero anno, eppure è bastato un insignificante virus dalle dimensioni di 0,02-0,03 micrometri per mandare all’aria tutti i nostri piani. Dal 9 marzo al 18 maggio abbiamo passato giorni chiusi dentro casa per tentare di arginare questo microrganismo, giorni passati cercando su internet il significato di alcuni “neologismi” comparsi durante il periodo pandemico (lockdown, termoscanner, Covid-19, quarantena), giorni passati a sfornare torte aromatizzate al cardamomo prendendo come esempio Nonna Papera, a guardare il “Reality Conte” e l’immancabile bollettino delle 18 nei quali tutti noi cercavamo speranze, ad ascoltare “L’Italiano” di Toto Cutugno, a battere le mani per ringraziare il personale medico (come se fosse gratificante per loro), a fare video da postare sui social,a capire quale autocertificazione fosse giusta: non basta un articolo di giornale per raccontare la “creatività” che ha dimostrato di avere l’uomo in tale frazione di tempo. Il 2020 è stato anche l’anno in cui sono stati messi da parte gli studenti ma più in generale i giovani (prima esempio da prendere e poi capro espiatorio) e i lavoratori autonomi (costretti da dopo maggio a stare a casa ma non a causa del lockdown). È stato l’anno in cui il PIL italiano è sceso del 9% mentre è cresciuto il debito pubblico, l’anno della più grande crisi dopo quella causata dalla Seconda Guerra Mondiale e del bonus monopattino o vacanze, l’anno dei banchi con le rotelle e del cash back. Questa situazione di emergenza ha perfino comportato una rilettura della nostra Costituzione, infatti a fronte del diritto alla salute gli altri diritti fondamentali, ma soprattutto inviolabili, hanno subito un ridimensionamento come la libertà personale, la libertà di circolazione, la libertà di riunione, il diritto di associazione ed infine il diritto all’istruzione. Personalmente mi ha particolarmente deluso la gestione della scuola, la perenne incertezza sulla data del ritorno sui banchi, il continuo dubbio sulla percentuale consentita per la presenza fisica all’interno della classe, l’eterna indecisione sugli orari di entrata ed uscita, la perpetua mal gestione dei mezzi pubblici che si trascina ormai da questa estate. Possiamo però ricavare anche una parte positiva da questo fatidico 2020. Sono aumentate le risorse rinnovabili e sono diminuiti i gas serra, sono tornati a popolare aree selvatiche animali quasi estinti come tartarughe marine e lupi grigi; inoltre siamo riusciti ad apprezzare ciò che possedevamo. La domanda allora è la seguente: il 2020 è un anno da ricordare o da dimenticare?

*5C Liceo Scientifico Galilei