Scuola e Università
10 Febbraio 2021
Pesa il non poter praticare le attività pomeridiane
Covid e sport: come è cambiata la vita di tanti bambini e ragazzi dopo le restrizioni del Governo

Ludovica Bonaventura*

L’emergenza Coronavirus ha colpito la vita di tutti i cittadini, stravolgendo completamente la loro routine. Per cercare di limitare il più possibile l’aumento di contagi, il Governo ha optato per dure restrizioni che hanno penalizzato diversi settori, come per esempio quello legato al mondo dello sport. Infatti sono stati chiusi centri sportivi, palestre, piscine, campetti da calcio e basket, limitando così la vita sportiva di molte persone, specialmente bambini ed adolescenti. Per i più piccoli fare sport è fondamentale perché fa bene sia al fisico che alla mente e li aiuta a crescere e svilupparsi in modo sano e sereno. Inoltre, è il momento di condivisione per eccellenza: potenzia al massimo la capacità di socializzare ed insegna valori fondamentali come quello dell’amicizia, della solidarietà, dell’autodisciplina, del lavoro di squadra. Fare sport significa confrontarsi con se stessi, con i propri compagni, con gli allenatori e gli istruttori, con gli avversari. Purtroppo invece, stiamo vivendo nell’incertezza più totale e l’assenza di risposte è la peggior risposta che si possa dare. Serve chiarezza, da subito, perché lo sport è forse la valvola di sfogo più grande che esista e soprattutto, in questo periodo difficile per tutti, può rappresentare una fonte di distrazione e di evasione dalla realtà che ci darebbe una carica in più.

*4B Lsu Guglielmotti