Scuola e Università
16 Febbraio 2021
Covid e studenti, la vera pandemia è stata creata nei cuori

alessandra riccio*

L’epidemia ci ha portato via molto, troppo: familiari, amici e non solo con la morte dei cari, ma anche e soprattutto con la costrizione all’isolamento. Anziani, adulti e giovani sono stati devastati dalle conseguenze degli avvenimenti passati nell’ultimo anno, trovandosi ad affrontare da soli, seppur tutti nella stessa situazione, circostanze che mai avremmo pensato di trovarci ad affrontare.

Ma chi ne ha risentito di più? Chi ha dovuto fare i conti con mostri che sono apparsi all’improvviso o che si sono ripresentati?

A primo istinto la risposta è i giovani, gli adolescenti, si gli alunni, gli studenti, il futuro di questo mondo, piccoli adulti, persone. Si perché prima di essere figli, sorelle e fratelli, alunni, siamo persone, umani con un cuore, con insicurezze e paure e siamo straordinariamente fragili. Siamo fragili eppure siamo i più forti, perchè non mostriamo le nostre fragilità, siamo costretti a farlo, veniamo considerati così spesso come resistenti a qualsiasi tipo di urto, come capaci di adattarci a tutto senza ripercussioni, che alla fine dobbiamo diventare forti, dobbiamo essere indistruttibili e quindi subiamo gli urti di tutte le decisioni degli adulti, dei “grandi” che spesso sono grandi solo a parole, ma non sanno cosa vuol dire dover diventare davvero grandi sin da piccoli.

Siamo la generazione che custodisce il futuro eppure veniamo trattati come se dovessimo essere un pungiball per le decisione prese da altri nel passato e nel presente, inondati di parole non pesate che pesano come macigni.

Non solo non veniamo preservati o accuditi, amati per come siamo, come speranza nel futuro e come tali da difendere con la massima cura, ma veniamo derisi, stigmatizzati per i nostri problemi e incolpati delle cose che non vanno nella società, una società che se normalmente pone standard irraggiungibili, pressioni allucinanti e ci spinge ad autodistruggerci per raggiungere una perfezione che non esiste, con la pandemia ha reso impossibile l’impossibile, aspettandosi sempre di più da noi.

Il tasso di depressione, ansia e disturbi alimentari è cresciuto esponenzialmente dall’inizio della pandemia, ma non se ne parla normalmente perché le malattie mentali sono stigmatizzate, condannate, ignorate; ci portano a frammentarci fino all’ultimo pezzo di noi stessi, a perderci nel silenzio delle nostre camerette mentre la nostra testa grida, senza la possibilità di chiedere aiuto perché chi ci ascolterebbe? Le stesse persone che credono che non bastiamo così come siamo, che possiamo, che dobbiamo fare meglio? Come potremmo ammettere di avere bisogno di aiuto quando ci si aspetta da noi che sappiamo cavarcela da soli?

Cosa vi aspettate realmente da noi? Che resistiamo agli urti all’infinito senza mai romperci, senza cadere mai? Come possiamo fiorire se ci strappate le radici e pretendete che non cambi niente quando cambia tutto? Come possiamo essere il futuro del mondo se non abbiamo neanche certezza del nostro presente? Come pretendete che troviamo la nostra strada se cancellate ogni via possibile?

La vera pandem
ia è stata creata nei cuori e non si debella con un vaccino, la vera cura si trova nei cuori stessi che per respirare vorrebbero solo poter essere invece di dover essere.

*4B LSU Guglielmotti