CIVITAVECCHIA – Un progetto industriale di grande rilevanza, che bene si inserisce nella “green transition”, un’opportunità che trasvrsalmente sta attraversando i più diversi settori produttivi. È in arrivo infatti in Italia la prima giga-factory del Paese, destinata a diventare la più grande d’Europa e dodicesima al mondo per dimensione. Il progetto è dello svedese Lars Carlstrom, che ha creato Italvolt ed è già fondatore e azionista di Britishvolt. Il gigaplant di Italvolt sarà progettato dalla divisione Architettura di Pininfarina, mentre Comau sarà fornitore di soluzioni innovative, impianti e tecnologie per l’impianto e si occuperà della realizzazione del laboratorio di Ricerca e Sviluppo del nuovo sito produttivo. Con un investimento previsto di circa 4 miliardi di euro, il mega impianto, dedicato alla produzione e allo stoccaggio di batterie a ioni di litio per veicoli elettrici, dovrebbe essere pronto entro la primavera del 2024 e impiegare – secondo le stime – 4 mila lavoratori, creando nel complesso 10 mila nuovi posti di lavoro. “Il primo step del progetto – spiega Italvolt in una nota – prevede l’individuazione dell’area dove verrà costruito l’impianto, al termine dell’attività di due diligence attualmente in corso su alcuni siti selezionati a livello nazionale”.
Quando nei giorni scorsi, fuori i cancelli di Torre nord, i metalmeccanici erano in protesta, preoccupati per il loro futuro lavorativo, i sindacalisti presenti parlavano di filiere industriali connesse alla transizione energetica riferendosi proprio a questo tipo di investimenti. “Vale per le batterie – ha spiegato il segretario dell’Usb Lavoro Privato Roberto Bonomi – ma vale anche per l’idrogeno, il fotovoltaio e l’eolico. Si può fare una battaglia comune affinché Civitavecchia diventi sede di attività simili. Questo treno passa una sola volta”.

