Sipari abbassati e sale chiuse
Scuola e Università
23 Febbraio 2021
il punto La pandemia ha messo in difficoltà teatri e cinema: preoccupazione per il futuro
Sipari abbassati e sale chiuse

chiara presutti*

Sipari abbassati,

film rimandati, riprese rinviate, queste sono solo alcune delle conseguenze della chiusura dei cinema e dei teatri. A seguito dell’emergenza da Covid-19, da marzo 2020 molti paesi hanno adottato le misure di contenimento della mobilità e sospensione delle attività produttive. Sarà perché da sempre sono stati simbolo di “assembramento” sociale, ma il teatro e il cinema sembrano i settori più colpiti da questa pandemia. Infatti sono stati riaperti per un breve periodo in complicate condizioni: prenotazioni on-line, ingressi scaglionati, posti preassegnati; con il rischio sempre maggiore di creare una disabitudine di andare al cinema e al teatro. Portando, di conseguenza, dei danni irreparabili nel futuro periodo post-epidemia. Certamente, come tutti gli altri settori, anche il mondo dello spettacolo si è dovuto adattare a questa nuova realtà, cercando il più possibile di mantenere vivo quel rapporto tra artista e spettatore. Per quanto riguarda il mondo del cinema, molti produttori si sono avvalsi delle piattaforme streaming per la pubblicazione delle loro pellicole, basti pensare a Netflix, con più di 200 milioni di abbonati, che ha ampliato il suo catalogo

fino ad arrivare agli Oscar 2021 con ben 10 film. Questo però non cambia il desiderio di poter tornare in sala e tutt’ora ci sono registi che scelgono di attendere la riapertura dei cinema per proiettare il proprio film. Anche il teatro ha cercato di usare mezzi che avvicinano la riproduzione alla presenza, infatti ci sono state moltissime iniziative: valgano come esempio quelle delle fondazioni dell’Anfols, del Festival Donizetti Opera o di Italia Festival, che rendono accessibili molti eventi teatrali. Ciò nonostante, molti dibattiti si sono accessi in seguito a questo nuovo modo di fare teatro. Una forma d’arte che avviene in tempo reale e che da sempre unisce i performer con il pubblico. L’intervento della tecnologia ha sicuramente aiutato questi settori durante la pandemia, ma è indubbio che il contatto diretto tra persone nell’esperienza teatrale apporti dei benefici. Lo sostiene la scienza: in uno studio pubblicato sulla rivista Scientific Reports, condotto dal gruppo di neuroscienziati dell’università di Parma, nel momento in cui si assiste ad uno spettacolo insieme ad altre persone, avviene una spontanea sincronizzazione dei ritmi cardiaci degli spettatori. Questo studio dimostra ancora una volta l’importanza dell’esperienza artistica vissuta nella comunità, che arricchisce sia il singolo individuo che la società in cui vive.

*5BS Guglielmotti