SANTA MARINELLA – Dal 1° marzo partiranno i primi corsi dell’Università Popolare. Tutti i lunedì, la dottoressa Federica Fulgenzi terrà un corso di storia e archeologia del territorio santamarinellese. Tutti i giovedì invece, il professor D’Alessio sarà docente di un corso di lingua italiana per stranieri. Partirà anche un laboratorio teatrale e un corso su conoscere Dante. Tutti gli interessati potranno prendere contatti tramite la mail dell’università (univpopsm@hotmail.com) o tramite la segreteria di presidenza (al numero 3284427058). Per regolare al meglio i flussi in presenza, nel rispetto delle normative anti Covid, è necessario annunciare anticipatamente la propria presenza ai corsi. “Si ricorda – dicono gli organizzatori – che i corsi sono accessibili a tutti i cittadini e sono totalmente gratuiti e che l’impegno dei docenti è su base volontaria”. Presidente e responsabile legale dell’Università Popolare è Fabrizio Fratini, vice presidente Bruno Ricci e segretaria Cristina Mudu. “Fare cultura senza veti ne caste – dice il presidente – le realtà provinciali hanno bisogno di esprimere cultura per il recupero cittadino. L’Università Popolare nasce con questo proposito. Il cittadino per noi è al centro e non ha colore politico, etnia o categoria sociale. La cultura è di tutti ed è l’unico antidoto contro la deriva intellettuale. Pensiamo a quante persone non hanno potuto continuare gli studi o impegnati nelle proprie vicissitudini di vita li hanno abbandonati o semplicemente si sono arresi alla routine della vita stessa. L’Università Popolare nasce anche per loro. È un contenitore di pensiero, una centrifuga che stimola la mente. Nessuno è solo e condividere un percorso culturale vuol dire partecipare alla vita della società senza pregiudizi. Il progetto, che nasce su base volontaria, offre una possibilità. Non sentirsi esclusi dalla società che ci circonda ma condividere con essa un rapporto di reciproco rispetto. La cultura dovrebbe essere in ogni gesto, in ogni pensiero e in ogni movimento. Il senso civico è parte integrante di un modello che troppo spesso è rimasto al margine delle proprie capacità, soprattutto nelle realtà di provincia”. “Permettere all’intelletto di tornare a respirare e assaporare la cultura attraverso lo studio in una forma semplice – conclude Fratini – vuol dire ridare olio agli ingranaggi e voce a chi ne ha bisogno”.

