Disabilità: la scuola non è per tutti
Scuola e Università
2 Marzo 2021
il punto La pandemia ha messo ancora più in evidenza le criticità e le difficoltà
Disabilità: la scuola non è per tutti

gabriele campagna e greta giusti *

Lo Stato italiano non vede i disabili, non esistono. Non stupisce neanche più la scomparsa dei valori principali della Costituzione: «La scuola è aperta a tutti; tutti i cittadini hanno pari dignità; è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana». Tutto questo stracciato, dimenticato. Migliaia di studenti con disabilità dunque costretti a rimanere ancora a casa per mancanza di educatori, di strumenti necessari alla didattica a distanza, di sicurezza nelle scuole. Certo, non c’è da sorprendersi. La scuola è sempre stato un ostacolo per chi ha delle disabilità. Basti pensare che nell’anno scolastico 2013-14 gli alunni con handicap erano 230.558 e l’organico di sostegno contava soli 101.391 unità. Questo significa che la metà dei bambini disabili erano scoperti. Ad oggi, poco è cambiato. Gli insegnanti di sostegno sono 176mila, di cui il 37% non è specializzato in sostegno ma è solo selezionato dalle liste curricolari. Si tratta dunque, di docenti individuati per rispondere alla carenza di educatori, ma che non hanno una formazione specifica per supportare al meglio l’alunno con disabilità. Come accennato prima la sicurezza non è migliorata, anzi, basti pensare che solo a Civitavecchia, anche all’istituto Guglielmotti, mancano ascensori e bagni a norma. Inoltre, è stato riconosciuto che la scuola è un ambiente sicuro riguardo l’aspetto sanitario, anche se manchevole da altri punti di vista, come i trasporti che rappresentano il vero problema. Dunque il Governo non vede i disabili e la scuola non è così poi, per tutti. L’associazione Tutti a scuola, che da anni lotta per il diritto allo studio dei ragazzi con handicap ha stilato il promemoria per i nostri politici: «La scuola per i disabili ritorni ad essere la scuola dell’inclusione, della qualità e non quella dei tagli e dei ricorsi alla magistratura». Auspichiamo dunque che il nuovo governo si impegni riguardo a queste tematiche.

*3B Classico Guglielmotti