Giulia Chiaverina*
Anche quest’anno sul palco dell’Ariston è tornato a stupire il suo pubblico il cantautore e rapper romano Achille Lauro, questa volta non come concorrente ma come ospite, ed ogni sera abbiamo assistito ad uno dei suoi quadri decisamente fuori dagli schemi.
Fa la sua prima apparizione al festival con trucco, capelli blu, e una tutina stravagante ricoperta di paillettes e piume: con questo look abbagliante canta il suo ultimo singolo “Solo noi” accompagnato da un forte monologo sull’umanità, e verso la fine dell’esibizione piange lacrime di sangue lasciando tutti senza fiato. Ma questo gesto non è casuale, infatti l’artista fa riferimento alla Madonnina di Civitavecchia, la piccola statua famosa per aver “pianto sangue” per ben quattordici volte: il significato delle lacrime, spiegato dall’allora vescovo di Civitavecchia monsignor Grillo, è un richiamo ai gravi disordini morali esistenti nel mondo oltre ad un invito alla penitenza e alla conversione. Achille Lauro introducendo il pianto nella sua performance ha voluto fare il suo personale richiamo all’umanità, ovvero smetterla di avere pregiudizi nei confronti di chi è diverso da noi, e ha evidenziato ancor meglio questo concetto nel suo monologo: perché secondo lui “essere è diritto di ognuno”, “Dio benedica chi è”.
Il cantante ha deciso di presentare ogni sera un quadro dal diverso significato che spesso riprende epoche passate, salendo sul palco in tutta la sua eccentricità pronto a trasmettere il suo messaggio, e con coraggio di esprimersi ha sfoggiato il suo look bizzarro, il suo trucco e i tacchi non curandosi del giudizio di chi sta a guardare.
Ovviamente la sua stravaganza può essere oggetto di critica, c’è chi lo ammira per l’originalità e chi invece lo trova esagerato o non adatto al contesto, ma è certo che questa spettacolarizzazione di tematiche importanti ai giorni d’oggi è un mezzo efficace per attirare l’attenzione di tutti.
*4A ClassicoGuglielmotti

