greta giusti e gabriele campagna*
Sono spuntati a ridosso dell’8 marzo gli ombrelli gialli a via Trieste, simbolo di protezione, come spiegato dal Comune, verso tutti i soprusi e le violenze che purtroppo ancora oggi subiscono le donne. Un modo per ricordare tutte le battaglie fatte dalle donne in campo sociale, economico e politico e a tenere viva l’attenzione sulla violenza e la discriminazione che non si possono dire superate. Una giornata, quella dell’8 marzo, nata con fine nobile, lontano dalla connotazione consumistica in cui si è trasformata. Non serve una data celebrativa per sentirsi donne. Se la si vede da un’altra prospettiva, ovvero che non è un giorno di festa, ma una celebrazione per le donne che lottarono e lottano ancora oggi, con forza e coraggio per ottenere la parità di genere, l’uguaglianza sul lavoro, il diritto al voto, potrebbe invece averne. L’8 marzo non rappresenta in sé e per sé la mimosa o l’ombrello giallo, ma il vero contenuto di ciò. Il giallo, inoltre, è il colore che rappresenta il passaggio dalla morte alla vita, diventando così metafora delle donne che lottano costantemente. “Mai smettere di lottare!” È questo il messaggio che vogliamo inviare, con la speranza, che forse un giorno tutto questo possa avere come termine la parola “fine” poiché la violenza, la disuguaglianza non hanno giustificazione.
*3B Liceo Classico Guglielmotti


