LADISPOLI – «La “futura classe dirigente», come viene definita, in oltre un anno di pandemia è rimasta completamente inascoltata da parte delle istituzioni locali». Gli studenti di Ladispoli tornano ad accendere i riflettori sulla drammatica situazione che stanno vivendo. Tra lezioni online e le difficoltà economiche a cui molte famiglie devono far fronte, con i ragazzi spesso impossibilitati ad avere spazi tutti per loro, in casa, dove potersi “rintanare” per studiare, la biblioteca comunale era uno dei luoghi da poter utilizzare per lo studio. Ma tra le chiusure imposte dai Dpcm, e ora la decisione del Comune di procedere con dei lavori di manutenzione straordinaria, per gli studenti della città balneare non si vedono soluzioni all’orizzonte. «Per ben tre volte abbiamo formalmente richiesto di incontrare il sindaco Alessandro Grando. Per ben tre volte non abbiamo ricevuto risposte. L’unica volta in cui siamo stati degnamente ascoltati è stato quando, con un atto deciso, abbiamo messo in ridicolo l’amministrazione sedendoci a libri aperti a studiare sotto il sole cocente di una mattina d’agosto». Collaborazione di «vita breve» come hanno proseguito gli studenti. E a finire sotto accusa è la mancata comunicazione di una data di fine lavori per la biblioteca comunale. E gli studenti “promettono”: «Non appena la situazione epidemiologica lo permetterà, chiederemo nuovamente udienza al Sindaco per parlare della biblioteca. Continueremo a farlo fino a quando il primo cittadino non si sarà deciso ad ascoltarci e a darci risposte concrete. E se continueremo a ricevere silenzio, noi risponderemo col rumore. Siamo cittadini – hanno detto gli studenti – che da mesi richiedono di essere ascoltati e aiutati, pertanto sappiamo di essere nel giusto e con tale convinzione andremo avanti».

