LADISPOLI – Gli studenti di Ladispoli tornano a invocare la riapertura della biblioteca comunale. Dopo un breve spiraglio, grazie anche alla disponibilità dell’assessore Marco Milani che per sopperire alla carenza di personale aveva deciso di trasferire il suo ufficio proprio all’interno della struttura, la biblioteca ha nuovamente chiuso i battenti per consentire dei lavori di manutenzione straordinaria al suo interno. Ma della data di fine lavori nessuna traccia. Ed è proprio questo a far “riscaldare” gli animi degli studenti del territorio comunale ancora una volta senza un posto dove poter studiare. Già lo scorso anno, infatti, avevano puntato i riflettori sulle difficoltà riscontrate da diversi ragazzi: case troppo piccole, spazi all’interno delle mura domestiche ridotti con l’impossibilità per molti di loro di avere la “pace” necessaria per potersi dedicare allo studio. «La “futura classe dirigente”, come viene definita, in oltre un anno di pandemia è rimasta completamente inascoltata da parte delle istituzioni locali», hanno detto gli studenti. «Per ben tre volte abbiamo formalmente richiesto di incontrare il sindaco Alessandro Grando. Per ben tre volte non abbiamo ricevuto risposte. L’unica volta in cui siamo stati degnamente ascoltati è stato quando, con un atto deciso, abbiamo messo in ridicolo l’amministrazione sedendoci a libri aperti a studiare sotto il sole cocente di una mattina d’agosto». Collaborazione di «vita breve» come hanno proseguito gli studenti. E a finire sotto accusa è la mancata comunicazione di una data di fine lavori per la biblioteca comunale. E gli studenti “promettono”: «Non appena la situazione epidemiologica lo permetterà, chiederemo nuovamente udienza al Sindaco per parlare della biblioteca. Continueremo a farlo fino a quando il primo cittadino non si sarà deciso ad ascoltarci e a darci risposte concrete. E se continueremo a ricevere silenzio, noi risponderemo col rumore. Siamo cittadini – hanno detto gli studenti – che da mesi richiedono di essere ascoltati e aiutati, pertanto sappiamo di essere nel giusto e con tale convinzione andremo avanti».

