Uno striscione con scritto “Siamo noi la next generation”, per ribadire la necessità di mettere la scuola ed il futuro dei ragazzi ai primi punti dell’agenda del Governo. E non solo. Perché in questo modo, senza certezze s stabilità, è ancora più necessario pensare concretamente ad un piano di ripartenza per la scuola.
Una delegazione di studenti e studentesse di Civitavecchia si è data appuntamento ieri mattina davanti al liceo Padrea Alberto Guglielmotti proprio per ribadire questa esigenza. Dopo un anno di dibattito tra scuola aperta e chiusa hanno sottolineato la necessità di ridare all’istruzione la giusta attenzione, stanchi di vederla ancora relegata ai margini di un documento che punta a ricostruire il futuro di cui saranno protagonisti. «La scadenza per la presentazione della prima bozza del Next Generation è fissata tra meno di un mese – hanno infatti spiegato – ma, attenendosi ai documenti reperibili, l’istruzione non è considerato un tema preminente quando si pensa al futuro del Paese». Dopo mesi in cui hanno preteso attenzione, chiedendo quale futuro si stava pensando per loro, ragazzi e ragazze si sono ritrovati davanti alle loro scuole per rispondere autonomamente alla loro domanda. Il risultato di mesi di dibattito e discussione collettiva del concetto di scuola è un manifesto studentesco per il futuro: la scuola che studenti e studentesse vogliono è aperta, pubblica, transfemminista ed ecosostenibile. Il Next Generation deve rappresentare uno strumento per raggiungere gli obiettivi preposti da ragazzi e ragazze, la prossima generazione di questo paese.
«Dopo un anno di incertezze – dichiarano i rappresentanti della Rete degli Studenti Medi del Lazio – vogliamo che si diano delle vere risposte. Per pensare al futuro bisogna investire sulla prossima generazione di questo paese. Il nostro manifesto contiene alcune delle tematiche che riteniamo alla base di un ripensamento complessivo del sistema scolastico, che siano prese in considerazione per riscrivere il nostro futuro».


