Il pranzo all’aperto non convince
Scuola e Università
8 Aprile 2021
Il pranzo all’aperto non convince
Agresti: «I ragazzi continueranno a farlo»

LADISPOLI – Gli alunni della Corrado Melone a pranzo in giardino e non tutti i genitori plaudono all’iniziativa del dirigente scolastico Riccardo Agresti. Il motivo: la sensazione che i bambini vengano utilizzati dal dirigente scolastico per fare pressioni sull’amministrazione comunale per ottenere il polifunzionale da utilizzare come mensa. Anche se, tra gli utenti social non è passata inosservata anche la foto scattata da qualcuno mentre i bambini consumavano il loro pranzo: seduti a terra, sul cemento e le insegnanti in disparte, in piedi, in attesa che terminassero. Ma il preside prova a giustificarsi: «Non è stato per avere la sala polifunzionale attualmente inutilizzata e inutilizzabile», ma «per mantenere il distanziamento di 2 metri, suggerito dall’Istituto Superiore di Sanità, quando si è costretti a stare senza mascherina, cioè (nel nostro caso) quando si canta, si suona o si mangia». Un suggerimento che, anche se non obbligatorio, la dirigenza scolastica ha voluto comunque attuare per tutelare i bambini. Insomma, polifunzionale o meno, «i ragazzi continueranno comunque a mangiare all’aperto», ha affermato Agresti, «sia a ricreazione che a pranzo, permettendo, tra l’altro finalmente, di guardarsi in faccia e socializzare un minimo, cosa impossibile in classe dove (come in altre scuole dove non si pensa al bene dei bimbi e dei ragazzi) continuerebbero a mangiare dandosi le spalle oppure si parlerebbero a un metro di distanza (senza mascherina) provocando possibili focolai». Riflettori puntati anche sul Polifunzionale. Proprio nei giorni scorsi l’assessore alla Pubblica istruzione Fiovo Bitti ha annunciato l’impossibilità di darlo alla scuola come mensa a causa di infiltrazioni presenti all’interno della struttura. E anche se così non fosse, secondo i calcoli effettuati, all’interno del teatro Vannini, potrebbero entrare al massimo tra i 10 e i 15 bambini per volta non risolvendo dunque il problema. Ma per Agresti i conti non tornano. «Se è falso (oltre che matematicamente assurdo) che la sala polifunzionale possa accogliere al massimo 10 ragazzi (come pubblicamente affermato da un assessore) è anche impossibile che utilizzarla risolva tutti i problemi di sicurezza dei ragazzi, parte dei quali dovrà (a turno) comunque mangiare all’aperto se non vogliamo fare troppi turni di mensa dove la distanza di 2 metri dovrà sempre essere mantenuta».