Palestre verso la riapertura a giugno, ma la decisione potrebbe non portare gli effetti sperati
Cronaca, Economia e Lavoro, Salute
19 Aprile 2021
Palestre verso la riapertura a giugno, ma la decisione potrebbe non portare gli effetti sperati
A esserne convinti alcuni rappresentanti della categoria

CERVETERI – Mentre in tutta Italia centinaia, se non migliaia di ristoratori sono da settimane, se non addirittura da mesi in rivolta, per chiedere la riapertura delle loro attività senza limiti di orario né di fasce, e dal 26 aprile gli aderenti a “Io Apro” hanno in programma una vera e propria rivoluzione in tal senso, i riflettori si spostano anche sulle palestre. Da oltre un anno hanno dovuto chiudere i battenti, nonostante le migliaia di euro spese per adeguare le strutture alle disposizioni del Comitato tecnico scientifico. E ora, dopo un anno di cassa integrazione arrivata a rilento, quando è arrivata, e ristori certamente non sufficienti a coprire le spese che ogni mese, da oltre un anno, di ritrovano a dover affrontare senza un’entrata mensile fissa, la nuova decisione: si aprirà dal primo giugno. Se per le città del Nord la decisione potrebbe in un certo senso andare bene, lo stesso non si può dire per tutte quelle strutture presenti in zone più “calde”. Ne è certo il referente di Area PMI Sergio Protopapa che punta i riflettori su Roma e Provincia. «Aprire le palestre a giugno è solo una spesa senza ritorni economici». In città di mare, con l’arrivo dell’estate, la gente più che andare in palestra vuole godersi una bella giornata al sole. Proprio come affermato anche da Novella Conti della Asd Tyrsenia Sporing Club: «Per quanto riguarda noi che ci troviamo a Cerveteri, in una zona di mare, le persone sono attratte dalle spiagge e il sole e non dalle palestre». «Nella normalità – ha proseguito Conti – registriamo riduzioni di iscritti del 60%». Dunque riaprire a giugno, per le palestre del territorio potrebbe non portare alcun vantaggio a queste attività. La decisione del Governo dunque appare come un «palliativo che di fatto prolunga la nostra astinenza che dura da oltre un anno». Intanto tra Roma e Provincia sono diverse le palestre che ad oggi, dopo un anno di sofferenze, hanno definitivamente chiuso i battenti. «Non basta dire riaprite dal 1 di giugno – ha incalzato Protopapa – servono sostegni commisurati alle gravi perdite subite dai gestori tra tra le categorie fortemente penalizzati e con un futuro molto incerto»

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