CIVITAVECCHIA – Se il 2020 è stato un anno difficile, per l’evento improvviso della pandemia che ha fatto scattare la chiusura delle scuole fino a giugno, l’anno scolastico in corso può dirsi, se possibile, ancora peggiore.
Indicazioni che si rincorrono senza una linea chiara e definita e dirigenti scolastici che cercano, insieme agli uffici, di far quadrare i conti con una percentuale al rialzo, a poche settimane di fatto dalla fine di un anno scolastico che è stato peggiore di quello passato, proprio per la confusione ed i continui cambi in corsa disposti dal Governo. Ingressi scaglionati, percentuali modificate e problemi sui trasporti risolti in maniera generalizzata, senza tener conto delle caratteristiche delle singole realtà. E da domani si cambia ancora, con il rientro a scuola degli studenti delle superiori almeno al 70% nelle zone gialle e arancioni. Privilegiare le quinte, in vista della maturità, e le classi prime sarebbe l’orientamento del ministero all’Istruzione, ma anche in questo caso senza una direttiva chiara. La direzione scolastica regionale del Lazio scrive: “Prima possibile, dal 26 al 30 aprile, dovrà essere realizzato l’incremento del tempo scuola al 70%”. Il 100% per fortuna è sfumato, impensabile in un anno come questo, segnato da distanziamenti e rimodulazione degli spazi.
«Tutti in presenza è un’ipotesi che non avrei mai permesso – ha tuonato il dirigente del Marconi Nicola Guzzone – quello che è certo è che c’è stata grande confusione; c’è davvero grande sfiducia». «Abbiamo messo mano all’orario diverse volte- ha fatto eco Maria Zeno, dirigente del Galilei e del Guglielmotti – siamo pronti per rientrare al 70% anche se negli ultimi giorni abbiamo fatto i conti con notizie ed informazioni sempre diverse. Avere una percentuale più bassa oggi ci consente di avere quelle 3/4 aule vuote per far ruotare le classi più numerose. Non c’è certezza, comunque, ma solo una grande confusione». Questa settimana sarà comunque di “prova”: pochi i giorni di scuola, tra disinfestazione, assemblee di istituto e festa patronale. Dal 3 maggio si capirà meglio come cambieranno le cose.
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