Scuola e Università
4 Maggio 2021
I risultati del FermiLab di Batavia
Muon g-2: esperimento che potrebbe cambiare la fisica

benedetta garofalo*

Il Fermi National Accelerator Laboratory, detto anche FermiLab di Batavia, a ovest di Chicago, laboratorio dedicato alle ricerche nell’ambito della fisica delle particelle elementari, ha pubblicato i risultati basati sull’analisi dei primi dati dell’esperimento Muon g-2. Il fine di tale esperimento era quello di ottenere una misura del cosiddetto momento magnetico del muone (particella elementare appartenente al gruppo dei leptoni) in modo da confrontarlo con le previsioni del Modello Standard, la teoria di riferimento per la spiegazione dei processi subatomici (ossia tutte le particelle note e le loro interazioni mediante le forze debole, forte ed elettromagnetica). Il parametro, noto come “fattore-g”, indica quanto è forte il magnete e la velocità della sua rotazione. Esso è leggermente maggiore di 2 (da cui il nome dell’esperimento). Dunque, misurando il parametro con alta precisione e confrontando il suo valore con la previsione teorica, diventa possibile scoprire se vi è una corrispondenza tra i due. Delle discrepanze si erano già osservate con un esperimento condotto al Brookhaven National Laboratory (BNL) nel 2001 e sono state nuovamente confermate. Tali risultati potrebbero fornire delle evidenze a favore dell’esistenza di fenomeni fisici o particelle subatomiche non ancora descritti dallo stesso Modello Standard. Per dichiarare una scoperta, è necessaria una discrepanza di 5 sigma: attualmente, la sua significatività è pari a 4.2 sigma. All’esperimento ha contribuito anche una componente italiana, incaricata della costruzione dell’innovativo sistema di calibrazione laser, realizzato dal gruppo INFN Italiano di Muon g-2, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Ottica del CNR, fondamentale per ottenere il tanto atteso risultato.

*4AS Liceo Galilei